DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSAp): FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA
Quante volte abbiamo sentito dire “quel bambino non ha voglia di fare niente, è pigro, non rispetta le regole, è troppo vivace!”. In un passato nemmeno troppo lontano, ci sono stati tantissimi alunni etichettati, demotivati, che non riuscendo ad avere buoni risultati scolastici pur sforzandosi e cercando di fare il meglio, hanno poi sviluppato disturbi secondari come fobia, ansia, comportamenti provocatori, somatizzazione e isolamento. Il più delle volte questi bambini avevano una reale difficoltà ma il sistema in cui erano inseriti non era in grado di comprenderla e di aiutarli nel modo giusto.
Da un po’ di anni a questa parte sono stati fatti molti studi ed è sempre più cresciuta la conoscenza dei Disturbi Specifici di Apprendimento soprattutto da quando è entrata in vigore la Legge 170 dell’8 Ottobre 2010 che ha determinato un cambiamento del contesto operativo per la gestione dei DSAp ed ha accresciuto ancora di più la consapevolezza sociale di questi disturbi.
Ma cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? E come viene fatta la diagnosi?
La specificità è proprio la caratteristica distintiva dei DSAp e sta nel fatto che il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale; mi preme sottolineare, infatti, che per avere diagnosi di DSAp un bambino innanzi tutto non deve presentare deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici. E’ proprio per questo che il primo passaggio per avere una diagnosi valida va fatto da un Neuropsichiatra Infantile e da uno Psicologo che si occuperanno di eseguire valutazioni e test che escludano i casi sopra elencati.
Dopodichè si passa alle valutazioni specifiche di lettura, scrittura e calcolo eseguiti da Logopedisti e Neuropsicomotricisti.
Dopo questo iter può venir fuori la presenza o meno di uno o più di questi disturbi specifici (dal testo della Legge 107/2017):
- Dislessia: “[…]disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura […]”; infatti i parametri di cui si tiene conto nella valutazione di questa abilità sono la correttezza e la rapidità di lettura;
- Disgrafia: “[…]disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica […]”; rientrano in questo disturbo tutte quelle calligrafie “brutte”, illeggibili, che non rispettano il rigo e che non si distribuiscono bene nel foglio;
- Disortografia: “[…]disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica […]”; detto in altre parole è il disturbo che comprende le difficoltà nello scrivere correttamente le parole per gli errori ortografici, lo scambio, l’aggiunta o l’omissione di lettere;
- Discalculia: “[…]disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri[…]”; comprende tutte le difficoltà che riguardano l’ambito logico-matematico.
Ovviamente tutte queste valutazioni vengono fatte con strumenti riconosciuti dalla comunità scientifica e sono corretti in base all’età e la classe di riferimento del bambino, per cui tutte le difficoltà sopra descritte non rappresentano un DSAp se esistono entro certi limiti, nel momento in cui invece diventano limitanti per il bambino e inficiano sul normale apprendimento, è necessario effettuare le valutazioni specifiche per dare la possibilità a chi si occupa della sua formazione di aiutarlo nel modo migliore per lui.
Altra informazione fondamentale è che la diagnosi di DSAp non si può fare a tutte le età, bisogna infatti aspettare la fine della seconda o della terza elementare (a seconda del tipo di disturbo); questo non vuol dire che prima di questa età non si possano fare delle valutazioni per capire se ci siano o meno delle difficoltà scolastiche e iniziare ad aiutare fin da subito il bambino.
Molti genitori sono spaventati da questi iter che sottopongono i bambini a delle valutazioni, con specialisti dai nomi che fanno paura, che si ritrovano con diagnosi che sembrano dei verdetti, ma io mi raccomando di non bloccarsi di fronte a queste paure e non far finta che il problema non esista, ma di informarsi, comprendere e cercare di trovare una collaborazione tra famiglia, scuola e riabilitatore per cercare di aiutare al meglio ed efficacemente il bambino nelle sue difficoltà.
Dott.ssa Logopedista Giulia Cornacchia
Mob. 338/9320373
Riceve: Studi Medici, Viale Vespa 4, Piancastagnaio(SI); Centro Studi Specialistici, P.zza Don Minzoni 8, Montepulciano(SI)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/giuliacornacchia.logopedista/?ref=aymt_homepage_panel