La vita spericolata di Adamo Bracali.
Adamo Bracali detto Vecchio non è stato un eroe della Piazza, uno di quei fantini di cui rimarrà perenne memoria per le sue gesta sul tufo, ma merita comunque uno spazio nella nostra rubrica per tutto ciò che ha compiuto nella sua vita che, prendendo in prestito le parole di Vasco Rossi, è stata spericolata e piena di guai. Alla luce di quanto fatto nei suoi 67 anni di esistenza terrena, possiamo definire il Bracali come un vero e proprio delinquente abituale, viste le innumerevoli condanne subite per i numerosi reati da lui commessi, tra i quali si ricordano tantissimi furti di vario genere (c’è addirittura chi lo ebbe a definire temibile ladro), torpiloquio, atti osceni, gioco d’azzardo, risse, per finire con omicidio ed addirittura uxoricidio della prima moglie, tale Luisa Zanchi, anch’ella non certo una educanda, come appare dai documenti di polizia dell’epoca. Quando era a piede libero, il Bracali era anche un fantino di Piazza, con all’attivo 15 carriere corse tra il 1816 ed il 1841 e nessun successo, figurando nelle cronache solo in due occasioni, il 2 luglio 1823, nella Torre, quando condusse per due giri prima di essere sopravanzato da un giovanissimo Gobbo Saragiolo, al primo successo in carriera, ed il 2 luglio 1828, con i colori della Tartuca, grazie al suo cavallo che, una volta disarcionato Vecchio, proseguì scosso per due giri, tallonando senza mai superarlo, Bonino nella Civetta.

Davide Donnini
Foto www.ilpalio.org