STORIA DEL PALIO: PIPPIO

News inserita il 06-08-2018 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Girolamo Vigni, assassino nel Campo e nella vita.

Quando si parla di Girolamo Vigni detto Pippio, l’appellativo di assassino calza veramente a pennello, in quanto egli, purtroppo, lo fu, non solo in Piazza, ma anche nella vita.

Pippio debuttò sul tufo nell’agosto 1898 per la Selva, e nel successivo Palio di luglio conquistò la sua unica vittoria, sempre con il giubbetto di Vallepiatta, montando Gallia (nella foto, il disegno dell’arrivo vittorioso). Non fu una carriera facile per il Vigni che, ostacolato alla mossa ed in corsa da Ansanello, fantino della Pantera, fu autore di una sensazionale rimonta culminata, grazie anche alla superiorità del proprio barbero, con il sorpasso decisivo al Drago all’ultimo Casato. Pippio corse poi altre sei volte, l’ultima delle quali fu il Palio alla romana del 17 agosto 1901, non assegnato per tumulti.

La carriera di fantino del Vigni fu interrotta da un evento criminoso di cui si rese protagonista nel febbraio 1902 in quel di Monteroni. Pippio, a seguito di una lite per un credito relativo ad una partita di fieno non pagata, uccise con una coltellata al cuore Antonio Pistolesi. Il processo, che si celebrò nei mesi successivi si concluse con la condanna di Pippio per omicidio volontario ad otto anni e nove mesi di reclusione, di cui due di sorveglianza, ed a nulla valsero alcune testimonianze a suo favore, tra le quali, quella di un altro fantino di Piazza, Angelo Volpi detto Bellino. Il Vigni non scontò mai l’intera pena, in quanto morì nel carcere di Reggio Emilia nel maggio 1906.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

 

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