La doppia identità di Antonio Pecoraro.

Per introdurre il personaggio di oggi abbiamo addirittura scomodato Alessandro Manzoni, che nei Promessi Sposi faceva chiedere a Don Abbondio chi mai fosse stato Carneade. Anche noi vogliamo porci una simile domanda a riguardo di Pietro Cutrone, carneade della Piazza che, con questo nome, entrò ed uscì dalla storia del Palio nel giro di un solo giorno, il 13 agosto 1955. In quella data Cutrone debuttò nelle batterie della tratta montando Scienza, cavalla poi scelta dai capitani ed andata in sorte al Leocorno, e la sera stessa Cutrone indossò un giubbetto di contrada, quello della Selva, per correre la prima prova su Archetta.
La mattina successiva, la contrada di Vallepiatta si presentò al canape con un altro esordiente, Romano Corsini, ribattezzato poi Romanino. Si potrebbe pensare che quello fosse stato un normalissimo cambio di monta, tanto frequente in quegli anni, quanto raro oggi, ma così effettivamente non fu, in quanto
la Selva fu obbligata a sostituire il proprio fantino. Nottetempo infatti, qualcuno si accorse
che Pietro Cutrone…..non era Pietro Cutrone. Egli era in realtà
Antonio Pecoraro,
fratello del più noto Saro detto Tristezza, che si presentò sotto mentite spoglie
per poter eludere il divieto regolamentare che impediva la contemporanea partecipazione al medesimo Palio di parenti di primo grado. La sostituzione del fantino fu comunque proficua per la Selva che vinse quella carriera proprio con il giovane Romanino.
Antonio Pecoraro ebbe comunque il suo momento di gloria il 2 luglio 1963 quando, in assenza di Tristezza,
poté debuttare in Piazza nell’Aquila, e per contrapporlo al fratello, fu soprannominato
Sorriso. Il suo unico Palio corso fu però breve e sfortunato in quanto venne coinvolto nella caduta al primo San Martino assieme a Lupa e Nicchio, ed alla fine dovette pure prendersi la purga, stante la vittoria della Pantera con Topolone e Canapino, che nell’occasione riuscì pure a scuffiare.
Davide Donnini
Foto tratta da www.ilpalio.org