STORIA DEL PALIO: L'ULTIMA CARRIERA DISPUTATA AD OTTOBRE

News inserita il 17-09-2018 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Fu corsa nel 1849, il giorno 21.

Per ritrovare un Palio alla tonda corso nel mese di ottobre, occorre fare un balzo indietro nel tempo fino al 1849. In quell’anno infatti, accanto alle due carriere ordinarie, fu corso un Palio che di straordinaria ha solo la data, in quanto fu considerato il “recupero” di quello non disputato nel luglio 1848 a causa della concomitanza con la Prima Guerra di Indipendenza. Il 23 giugno di quell’anno, durante l’adunanza del Magistrato Civico, su deliberazione dei capitani delle contrade, fu deciso “attese le presenti vicende politiche e le circostanze di guerra che tengono giustamente agitata la tranquillità di molte famiglie….di aggiornare a tempi più opportuni le feste e la gioia e specialmente la corsa alla tonda solita farsi nella Piazza del Campo nel 2 luglio di ciascun anno”, nonché di devolvere le 420 lire spettanti alla contrada vittoriosa a favore dei militi impegnati in Lombardia a difesa dell’indipendenza italiana.

L’occasione giusta per recuperare il Palio sospeso, con la partecipazione delle medesime contrade che avrebbero dovuto correre in quel luglio ’48, fu data dall’inaugurazione della linea ferroviaria Siena – Empoli, vero e proprio gioiello per la nostra città, realizzata a spese dei senesi sotto la direzione di Giuseppe Pianigiani, utilizzando totalmente manodopera locale, che avvenne il 14 ottobre alla presenza del Granduca Leopoldo II e dell’intera famiglia imperiale, che si trattenne in città fino alla corsa del Palio. Il corteo che precedette la corsa del 21 ottobre fu aperto da un plotone di Regi Cacciatori a cavallo, seguiti dai tamburini delle contrade partecipanti, dagli alfieri delle sette escluse, da una banda militare, dalle comparse con i dieci barberi assegnati alle contrade tenuti alla briglia dai barbareschi e dai i fantini sui soprallassi. Chiudeva la sfilata il carro con il drappellone contornato da tutte e diciassette le bandiere. La carriera che seguì risultò bella ed avvincente con più contrade che furono protagoniste. Partì primo Stralanchi nell’Onda, poi superato da Figlio di Bonino della Tartuca e da Piccolo Campanino della Civetta. Quest’ultimo cadde a San Martino, consentendo alla Tartuca di tornare in testa, incalzata dall’Oca. Tra le due contrade, che avevano tra l’altro i migliori cavalli, si scatenò un bel duello; fu la contrada di Fontebranda con il Gobbo Saragiolo ad avere la meglio e ad aggiudicarsi il cencio con l’effige della Madonna di Provenzano.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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