Introdotta il 2 luglio 1919 in onore dei reduci della Grande Guerra.

E’ l’atto finale del corteo storico, l’ultimo momento di rumore prima del glaciale silenzio che precede l’uscita dei cavalli dall’Entrone. Parliamo della sbandierata della Vittoria, comunemente chiamata dai senesi sbandierata finale, che oggi ha perso molta della sacralità originale, essendo diventato un momento nel quale gli alfieri delle contrade si sfidano a chi lancia per primo o per ultimo il proprio vessillo, considerato atto di buon auspicio per l’imminente carriera, o a chi lo alza più in alto, ma che, in origine, fu introdotto per un proposito nobile cioè quello di omaggiare i reduci della Grande Guerra alla ripresa del Palio dopo le ostilità del 15/18. La Prima Guerra Mondiale iniziò formalmente nel luglio 1914 a seguito dell’omicidio di Francesco Ferdinando d’Austria e della consorte a Sarajevo.

L’Italia in un primo momento restò alla finestra, così a Siena si poterono disputare le carriere del 1914, le ultime prima della lunga interruzione, vinte dall’Istrice con Rancani e dalla Tartuca con Bubbolo; solo successivamente il nostro paese entrò in guerra, a fianco degli alleati (impero britannico, Francia ed impero russo), con i quali aveva stipulato segretamente il Patto di Londra. Gli anni del conflitto furono terribili e, mentre al nord – est si combatteva nelle trincee, a Siena,
il Palio subiva un altro stop, stavolta prolungato a tutto il 1918, e per le contrade l’obiettivo divenne quello di dare supporto morale e materiale alle famiglie dei militari. Il
4 novembre 1918, l’Austria firmò l’armistizio con l’Italia a Villa Giusti e la notizia giunse ben presto in città. I senesi celebrarono la chiusura delle ostilità con grandi festeggiamenti con la presenza delle contrade e fu deciso di commemorare la vittoria bellica nel
Palio di luglio 1919, rinominato appunto della Vittoria, il cui stupendo drappellone, dipinto da Aldo Piantini, raffigurava l’allegoria della Pace Vittoriosa che abbassa la spada ed alza un ramo d’olivo. La sera del 2 luglio fu riservato un posto d’onore ai reduci del conflitto, molti dei quali feriti o mutilati, che furono sistemati in un apposito palco accanto a quello delle comparse ed in loro onore, su proposta di
Augusto Pacini, una volta terminato il corteo storico e sgomberata la pista,
il tamburino ed un alfiere di ciascuna contrada si disposero nella spianata per una sbandierata collettiva che fu talmente apprezzata da essere ripetuta nella seguente carriera d’agosto e, successivamente, introdotta permanentemente nel rituale della passeggiata storica, ed oggi codificata nell’art. 82 del regolamento per il Palio.
Davide Donnini
Foto tratta da www.ilpalio.org