L'Istrice, ad agosto risponde al successo della Lupa a luglio.
Come tutti i contradaioli ben sanno, il termine ringollata indica la vittoria di una Contrada a breve distanza da quella della rivale. Nel Palio moderno, al contrario di ciò che accadeva pochi decenni fa, quando le accoppiate Nicchio – Montone ed Aquila – Pantera erano avvezze a ringollate reciproche, ringollare è cosa ardua; ancora più difficile farlo di agosto se la rivale ha vinto a luglio. L’ultima ringollata nel giro di 45 giorni è avvenuta quasi un secolo fa, nel 1935, protagoniste Lupa ed Istrice.

Ad agosto, le parti si invertirono: Ruello andò nell’Istrice che confermò la fiducia a Pietrino, mentre alla Lupa, che montò nuovamente Tripolino, toccò la modesta Masina. Data la mossa, partirono in testa la Selva, con Melisenda e lo Sgonfio, il Leocorno, con Rondinella ed il debuttante Primo Arzilli detto il Biondo e la Giraffa con Folco e Porcino. A San Martino, il Biondo cadde, la Selva allargò vistosamente e, sfruttando la traiettoria bassa, l’Istrice riuscì a prendere la prima posizione. Porcino, nerbato nei primi metri dal Leocorno e finito nelle retrovie, tentò la rimonta, resa però impossibile dalla forma non dei giorni migliori di Folco. Ad impensierire Pietrino ci pensò infine l’Oca con Tesio e Ganascia, ma lo svantaggio nei confronti della testa della corsa era ormai incolmabile. Per l’Istrice fu così festa doppia: ringollata e fine del lungo digiuno che durava ormai da 21 anni.
Davide Donnini
Foto www.ilpalio.org