STORIA DEL PALIO: IL 1730

News inserita il 11-08-2016 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il furto delle sacre particole ed il mistero della carriera di agosto.

 


Nel 1730 sappiamo con certezza che fu disputato solo il Palio di luglio, vinto dalla Selva con il fantino Pettinaio. Un alone di mistero avvolge invece la carriera di agosto. Il 14 di quel mese infatti venne trafugata dalla Basilica di S.

Francesco, una pisside contenente 351 ostie consacrate, ritrovate poi la sera del 17 in una cassetta delle elemosine nella collegiata di Provenzano, e che tutt’oggi intatte, costituiscono il miracolo eucaristico senese venerato in tutto il mondo. La mestizia per il furto sacrilego non poteva lasciare spazio ai festeggiamenti del Palio, quindi si ritiene che la carriera dell’Assunta fosse stata annullata. Un documento dell’epoca parla però di un Palio corso il pomeriggio del 15 agosto e vinto dal cavallo del Granduca di Firenze. Appare evidente come si tratti di un Palio alla lunga, ancora disputato in quegli anni. Nel documento infatti non si fa menzione delle contrade, ma solo di 6 cavalli partecipanti. Quelle carriere erano infatti riservate ai migliori destrieri delle famiglie nobili e solo in sporadici casi intervennero le contrade.

Il mistero si infittisce però se consideriamo la presenza di un drappellone datato 1730 e conservato nel museo dell’Imperiale contrada della Giraffa. Nel drappellone in questione è rappresentata la Madonna Assunta nella parte superiore, mentre nella parte bassa, appena sopra la data, troviamo dipinta una quercia con arnesi da caccia, probabilmente l’emblema della Selva (che allora non presentava l’attuale rinoceronte) che risultò vincitrice a luglio e che avrebbe potuto organizzare la “ricorsa” di agosto, fino ai primo anni del XIX secolo di competenza delle contrade. Solo dal 1802 infatti, l’organizzazione del Palio alla tonda di agosto divenne totalmente a carico della comunità civica.
Ma nei registri del Comune non risulta nessuna contrada vincitrice nell’agosto 1730, ed anche la Giraffa non si attribuisce vittorie in quell’anno. Per tutte queste ragioni, si ritiene che l’unica carriera alla tonda disputata in quel fatidico 1730 fu quella di luglio. Come sia arrivato quel drappellone nel museo giraffino è un enigma ancora tutto da risolvere.

Non possiamo chiudere il nostro articolo senza raccontare il più volte citato Palio di luglio 1730, che fu caratterizzato, come molte carriere dell’epoca, da un finale incredibile e dalla solita scazzottata tra contradaioli nel dopo corsa. Partì in testa il Nicchio e conquistò un vantaggio tale che sembrava facile vincitore, ma, tra lo stupore generale, il suo cavallo si fermo a pochi passi dal bandierino, impuntandosi e rifiutandosi di avanzare nonostante i ripetuti incitamenti del fantino Capanna. Sopraggiunse così laSelva con Pettinaio che superò il Nicchio ed andò a vincere. A fine corsa si scatenò un violento parapiglia tra i selvaioli che reclamavano il Palio ed i nicchiaioli che non accettarono la beffa subita. I due popoli si scambiarono “pugni e bastonate fitti come gragnola” ed il drappellone fu fatto a brandelli dal “furore dei contendenti”.

Davide Donnini

 

 

 

 

 

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