Con la vittoria del 17 agosto, Tittia ha raggiunto Caino, Pipistrello e Paolaccino.

Con l’assolo dello scorso 17 agosto, Giovanni Atzeni detto Tittia è decisamente entrato nell’olimpo del Palio centrando un’impresa, quella dei quattro successi consecutivi, mai raggiunta dai più grandi fantini degli ultimi decenni. Per trovare altri assassini, tre in totale, in grado di ottenere un simile exploit occorre tornare molto indietro nel tempo, più precisamente al XIX secolo. Il primo fu Caino, Niccolò Chiarini per l’anagrafe, uno dei più grandi fantini di tutti i tempi con le sue 14 vittorie, che iniziò la sua serie consecutiva nell’agosto 1815 trionfando senza troppi patemi per i colori del Leocorno.

L’anno successivo, Caino piazzò un cappotto, a luglio vincendo di prepotenza nel Bruco, e d'agosto con un assolo per la Torre. La quarta vittoria consecutiva il Chiarini la ottenne nel luglio 1817 con il giubbetto della Tartuca, a conclusione di una carriera senza storia ma preceduta da gravi problemi alla mossa, culminati con la rottura del verrocchio. Pochi anni dopo, a centrare la quaterna di fila fu Giovanni Brandani detto Pipistrello, esponente di una numerosa famiglia di fantini che in quegli anni dominava in lungo e largo la storia paliesca. La prima vittoria di Pipistrello, che coincise con il suo primo successo in assoluto, fu colta nel luglio 1833 per il Drago; nel palio di agosto, fu il cavallo scosso a regalare la gloria alla Lupa, in quanto Pipistrello cadde al primo San Martino. Nel 1834 il Brandani completò l’opera con il cappotto per il Nicchio, d'agosto grazie ancora allo scosso che proprio nelle vicinanze del bandierino, spostato, in occasione della presenza del granduca, davanti alla terrazza del Casin dei Nobili, superò l’accoppiata dell’Onda. Il terzo autore del poker consecutivo fu il grande Pietro Paolo Locchi detto Paolaccino, mito della piazza con i suoi 13 sigilli, tra i quali si ricordano quelli conseguiti nell’agosto 1853 e nel luglio 1855 (nella foto, il disegno dell’arrivo di Paolaccino), entrambi per i colori della Chiocciola, intervallati dalle due carriere del 1854 vinte rispettivamente per Lupa e Nicchio.
Davide Donnini
Foto: www.ilpalio.org