La contrada del Castellare ha vinto entrambe le carriere del 1761 e del 1778.
La Civetta detiene un importante primato nella storia del Palio: vincendo entrambe le carriere del 1761, la contrada del Castellare è stata la prima a realizzare un cappotto. Nel luglio di quell’anno la Civetta centrò la vittoria con il fantino Bechino sul sauro bruciato del Manganelli. Le cronache ci raccontano che quella carriera “riuscì alquanto divertente”, con tante contrade che si contesero la vittoria.

Il cappotto del 1761 non fu l’unico della Civetta, che si ripeté 17 anni dopo, nel 1778. La carriera di Provenzano fu vinta ancora da Bastiancino, campione della seconda metà del ‘700, che trovò la morte sul tufo dopo una rovinosa caduta il 16 agosto 1780. La corsa fu caratterizzata dalla lotta tra l’Oca, grande favorita, con Batticulo, ed il Drago con Nacche che, al terzo Casato trattenne il fantino di Fontebranda, consentendo così a Mattia Mancini detto Bastiancino di tagliare per primo il bandierino. Fu questa la prima carriera in cui i camerlenghi dei terzi extramoenia furono esonerati dall’obbligo di provvedere all’interramento della pista, compito assunto direttamente dalla Biccherna che acquistò pure “una macchina a forma di tinello per l’innaffiamento”. La Civetta, probabilmente per motivi economici, rinunciò ancora ad organizzare la ricorsa di agosto, che fu così effettuata grazie ai fondi di privati raccolti con pubblica questua. Ed anche in questa occasione la Civetta uscì vittoriosa, facendo così il secondo ed ultimo cappotto della sua storia. Protagonisti di quel successo furono il fantino Nacche, al secolo Luigi Sucini, e lo stornello del Cesti, che porterà ancora il Palio nella Civetta nel 1780. Nacche, Bricchino che correva nell’Onda e Batticulo, fantino della Tartuca, furono i protagonisti di quella corsa, alternandosi in testa, nerbandosi ripetutamente nei primi due giri. Al terzo giro Nacche guadagnò la testa, mantenendola fino al bandierino.
Davide Donnini