STORIA DEL PALIO: BRANDANO

News inserita il 18-07-2016 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il ricordo del grande grigio fermato solo dalla sfortuna.

 


La storia che raccontiamo oggi non è a lieto fine anzi, il finale è drammatico, ma vogliamo proporvela lo stesso per dare il giusto tributo ad uno sfortunato eroe della Piazza. Parliamo di Brandano, anglo arabo grigio nato nel 1977 e scomparso il 2 luglio 1987, 9 carriere disputate e 2 vinte. Non il cavallo più veloce del mondo, ma un soggetto estremamente preciso, duttile e tranquillo ai canapi, insomma le caratteristiche del “piazzaiolo” ideale.

Eppure servì un po’ di tempo a Brandano per far breccia tra i capitani. Scartato nelle prime 4 tratte a cui prese parte, debuttò finalmente nell’agosto 1983 quando, montato da Cianchino per i colori dell’Aquila, disputò un gran Palio, arrendendosi solo di fronte allo strapotere del quindicenne Panezio all’ultimo trionfo in carriera. Nonostante la bella corsa, Brandano continuò a non convincere i fantini, tant’è che nel 1984 fu montato da due debuttanti: Rino a luglio nella Torre ed il suo proprietario ed allenatore Falchino ad agosto per il Leocorno, concludendo in entrambe le occasioni scosso. Ma l’anno successivo il grigio si prese la rivincita e montato da Aceto nell’Oca riportò, dopo soli 12 mesi di distanza, il Palio in Fontebranda, conducendo agilmente per i tre giri, mentre ad agosto nella Giraffa con il modesto Castangia in groppa, tornò nell’anonimato. Ma era già diventato un big della Piazza e nel 1986 ebbe la sua consacrazione definitiva. Dopo due carriere sfortunate, nel Nicchio a luglio con l’allora inesperto Massimino, ma soprattutto ad agosto nella Lupa con Acetoche cadde clamorosamente dopo aver urato il colonnino della mossa, gettando al vento una vittoria probabile, a settembre Brandano trovò la gloria nel Montone con il Pesse in un Palio straordinario di nome e di fatto, recuperando posizioni dopo una partenza difficile, superando al secondo San Martino Figaro e Bastiano nel Nicchio e concludendo vittorioso per il tripudio del popolo dei Servi. Brandano entrava così nell’olimpo del Palio ed i paragoni con Gaudenzia, non solo per il suo candido mantello, si sprecavano. Da brenna era diventato un bombolone, di quelli che i contradaioli sognano nelle lunghe notti invernali. Ma la gloria durò poco e si infranse in un attimo. Nel luglio 1987, quando difendeva con Bastiano i colori della Chiocciola, in un’intruppata al primo S. Martino, calò definitivamente il sipario sulla storia di Brandano. L’ultima immagine che abbiamo di lui è quella di un cavallo fermo davanti alla bocca dell’Onda circondato dai chiocciolini e dai senesi tutti in lacrime. Quelle lacrime che sempre si tributano per la perdita di un amico, di un eroe amato da tutti. Ma  nei cuori e nelle menti dei senesi rimarrà per sempre la leggenda di Brandano, il bel grigio fermato solo dalla sfortuna.

Davide Donnni

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

 

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