Il ricordo del grande grigio fermato solo dalla sfortuna.
La storia che raccontiamo oggi non è a lieto fine anzi, il
finale è drammatico, ma vogliamo proporvela lo stesso per dare il giusto
tributo ad uno sfortunato eroe della Piazza. Parliamo di Brandano, anglo arabo
grigio nato nel 1977 e scomparso il 2 luglio 1987, 9 carriere disputate e 2
vinte. Non il cavallo più veloce del mondo, ma un soggetto estremamente
preciso, duttile e tranquillo ai canapi, insomma le caratteristiche del “piazzaiolo”
ideale.

Eppure servì un po’ di tempo a Brandano per far breccia tra i capitani.
Scartato nelle prime 4 tratte a cui prese parte,
debuttò finalmente nell’agosto
1983 quando, montato da
Cianchino per i colori dell’
Aquila, disputò un gran
Palio, arrendendosi solo di fronte allo strapotere del quindicenne Panezio all’ultimo
trionfo in carriera. Nonostante la bella corsa, Brandano continuò a non convincere
i fantini, tant’è che nel
1984 fu montato da due debuttanti:
Rino a luglio
nella
Torre ed il suo proprietario ed allenatore
Falchino ad agosto per il
Leocorno, concludendo in entrambe le occasioni scosso. Ma l’anno successivo il
grigio si prese la rivincita e montato da
Aceto nell’Oca riportò, dopo soli 12
mesi di distanza, il Palio in Fontebranda, conducendo agilmente per i tre giri,
mentre ad agosto nella Giraffa con il modesto
Castangia in groppa, tornò
nell’anonimato. Ma era già diventato un big della Piazza e nel
1986 ebbe la sua
consacrazione definitiva. Dopo due carriere sfortunate, nel
Nicchio a luglio
con l’allora inesperto
Massimino, ma soprattutto ad agosto nella
Lupa con Acetoche cadde clamorosamente dopo aver urato il colonnino della mossa, gettando al
vento una vittoria probabile, a
settembre Brandano trovò la gloria nel
Montone
con il Pesse in un Palio straordinario di nome e di fatto, recuperando
posizioni dopo una partenza difficile, superando al secondo San Martino Figaro
e Bastiano nel Nicchio e concludendo vittorioso per il tripudio del popolo dei
Servi. Brandano entrava così nell’olimpo del Palio ed i paragoni con Gaudenzia,
non solo per il suo candido mantello, si sprecavano. Da brenna era diventato un
bombolone, di quelli che i contradaioli sognano nelle lunghe notti invernali.
Ma la gloria durò poco e si infranse in un attimo.
Nel luglio 1987, quando
difendeva con
Bastiano i colori della
Chiocciola, in un’intruppata al primo S.
Martino, calò definitivamente il sipario sulla storia di Brandano. L’ultima
immagine che abbiamo di lui è quella di un cavallo fermo davanti alla bocca
dell’Onda circondato dai chiocciolini e dai senesi tutti in lacrime. Quelle
lacrime che sempre si tributano per la perdita di un amico, di un eroe amato da
tutti. Ma nei cuori e nelle menti dei
senesi rimarrà per sempre la leggenda di Brandano, il bel grigio fermato solo
dalla sfortuna.
Davide Donnni
Foto tratta da www.ilpalio.org