Le due carriere del 1923
I Palii del 1923, hanno in comune le vittorie di due fantini mai vincitori prima di allora e che, dopo quel successo, non sono più riusciti a ripetersi.
A luglio, i favori del pronostico erano tutti per la Civetta, seriamente intenzionata ad interrompere il trentennale digiuno con Fanfara e Cispa, gli autori del cappotto del '22. Tra i più seri antagonisti dell’accoppiata del Castellare c’erano la Giraffa con Esperta e Rombois e la Chiocciola, pronta ad offrire una notevole somma in caso di vittoria di Porcino che montava un soggetto esordiente appartenente ad Edoardo Furi, che altri non era che il fantino Randellone, di cui parleremo più avanti. Come da previsione, la Civetta dominò fin dal primo metro la carriera: la superiorità di Fanfara sembrava infatti non lasciare speranze agli avversari, molti dei quali, in particolar modo le favorite Chiocciola e Giraffa, si auto estromettevano dalla contesa.

Per Pirulino e Randellone, come detto, il 1923 fu l’anno di grazia; successivamente, nessuno dei due riuscì ad imporsi nuovamente sul Campo e se, per Pirulino la carriera continuò regolarmente fino al 1930, per poi riapparire ben 15 anni dopo, per il Palio di agosto e per quello della Pace del 1945, l’avventura in Piazza di Randellone finì ingloriosamente nel 1928 con una squalifica a vita.
Davide Donnini
Foto www.ilpalio.org