A sorpresa, è Montone con Pancho e Bazzino.
Alla metà degli anni ’70 iniziò quel ricambio generazionale che, di lì a pochi anni, vide l’entrata in scena di alcuni fantini che diventeranno protagonisti nei decenni a seguire. I primi segnali di questa “rivoluzione” nel parco monte si ebbe nel luglio 1974, emozionante Palio nel quale gli attori principali furono proprio alcune nuove leve del tufo. I favori del pronostico, però, erano tutti per due vecchie volpi della Piazza, Rondone e Bazza chiamati, rispettivamente su Orbello e Panezio, ad interrompere i lunghi digiuni di Bruco e Leocorno.

L’ingresso pressoché simultaneo di Montone, chiamato al nono posto, e Chiocciola, di rincorsa, vide tra le più pronte il Bruco, il Leocorno e la Torre. La Chiocciola fu la prima ad eliminarsi andando a dritto a San Martino, curva per nulla gradita a Robin Hood; al Casato, invece, finì il Palio del Bruco, rovinato a terra forse a causa della perdita dei ferri anteriori di Orbello, che coinvolse nella caduta pure il Leocorno. Con un’acrobazia circense, Spillo riuscì ad evitare il groviglio di cavalli e fantini, ritrovandosi in testa, seguito dalla Selva, dallo scosso del Leocorno e dall’Oca, ma al secondo San Martino anche Camillo dovette fare i conti con il vizietto di Pitagora di non voltare. Con una traiettoria bassa e sfruttando l’allargamento di chi li precedeva, Oca e Montone sfilarono davanti ed in questo ordine proseguirono fino al Casato finale. Quando per l’Oca i giochi sembravano quasi fatti, il guizzo del purosangue Pancho fu imparabile per l’esausta Tatiana: dall’interno, Bazzino infilò un incredulo Aceto, involandosi verso una vittoria attesa da 16 anni dal popolo dei Servi e del tutto inaspettata alla vigilia.
Davide Donnini
Foto www.ilpalio.org