STORIA DEL PALIO: 18 AGOSTO 1901, LA CARRIERA INTERROTTA

News inserita il 25-06-2022 - Palio - Rubrica Storia del Palio

L’ultima corsa alla romana.

Chiunque provi a cercare nei vari archivi palleschi una carriera corsa il 18 agosto 1901 non troverà alcunché. Per la verità, un Palio quel giorno ci fu davvero ma, per motivi di ordine pubblico, questo venne prima sospeso e poi annullato. La società Pro Siena, erede dell'antica Società delle Feste, costituita negli anni ‘60 del diciannovesimo secolo, con lo scopo di creare attrazioni ed eventi paralleli al Palio di agosto, al fine di favorire un maggiore afflusso in città di forestieri, organizzò una carriera alla romana, da svolgersi appunto il 18 agosto 1901.

Tra le 16 contrade che dettero la loro adesione, solo il Leocorno rinunciò, ne furono estratte 12, divise successivamente in quattro batterie, così come prevedeva il particolare regolamento di questo genere di corse. Nella prima parteciparono il Montone con Bozzetto, la Chiocciola Con Tabarre, il Bruco con Beppino e la Torre con Egisto Rossi. A vincere, ed a qualificarsi alla finale, fu il Montone. Nella seconda batteria cominciarono gli inconvenienti: a correre infatti furono soltanto l'Onda con Zaraballe e la Lupa con Massimino in quanto gli altri due fantini partecipanti, Momo nell'Istrice e Gaggia nella Giraffa, caddero durante una mossa falsa, il primo al canape ed il secondo urtando un palco nel vano tentativo di fermare gli ardori del proprio soggetto. Ad aggiudicarsi la vittoria nella corsa a due fu la Lupa. La terza batteria, infine, fu vinta da Pallino dell'Oca che precedette il Nicchio con Scansino, il Drago con Chiccone e la Civetta con Pioviscola. In finale, una leggerezza del mossiere Fabbrini fu la scintilla che fece scatenare il finimondo in Piazza: al momento della fiancatura, infatti, il mossiere dette il via solo con la bandiera, dimenticandosi incredibilmente di sganciare il canape; ciò provocò la caduta dei fantini di Lupa e Montone, con quest’ultimo che restò a terra privo di sensi. Le vibranti proteste dei dirigenti verso Fabbrini furono niente rispetto alla rivolta popolare che si scatenò, con i contradaioli che invasero la pista e sfilarono gli steccati, costringendo di fatto le contrade a rientrare nell'Entrone. Il giorno successivo, onde evitare che qualcuno potesse chiedere la ripetizione del Palio, il sindaco ordinò la rimozione del tufo, disponendo così l'annullamento della carriera e, su ordine delle autorità comunali, calò definitivamente il sipario sui Palii alla romana, definitivamente aboliti.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

 

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