Uno dei tanti successi di Camporegio con cavalli debuttanti: Vittorio e Mistero portano il Drago in paradiso.
Il Drago è una contrada particolarmente avvezza a vincere con cavalli debuttanti: dal 1986, anno dell’interruzione del digiuno ventennale, sono stati ben 4 su 7 totali, i barberi all’esordio che hanno portato il cencio nel rione di Camporegio (Ogiva, Vittorio, Zodiach ed ultimo, Rocco Nice). Oggi raccontiamo la meravigliosa carriera dell’agosto 1993, vinta da Vittorio scosso e, nell’occasione vogliamo pure ricordare la figura di Andrea Chelli detto Mistero, fantino che ci ha tragicamente lasciato nel gennaio 2014.
Fu quello un Palio particolare, ricco di paure e di apprensioni visti gli strascichi lasciati dal drammatico Palio di luglio, ed il clima in città durante i quattro giorni era particolarmente teso.
La tratta, anche a causa dell’esiguo numero di cavalli presentati all’Entrone (solo 18, assenti alcuni big come Uberto e Barabba, scartati alle previsite), regalò un lotto in cui le uniche due punte furono Pytheos, toccato all’Aquila ed affidato al Pesse ed il vecchio Figaro, tornato nella Selva assieme a Massimino. Subito dietro nei pronostici l’Onda con il forte Zucchero e Bonito, la Tartuca con lo scorretto Etrusco ed il Bufera ed il Leocorno che sognava il cappotto con chiacchierato Oriolu de Zamaglia e Bastiano.

La carriera, preceduta da una mossa laboriosa, fu bellissima e ricca di colpi di scena. Amos Cisi chiamò le contrade nel seguente ordine: Lupa, Selva, Giraffa, Aquila, Onda, Drago, Chiocciola, Civetta, Tartuca e Leocorno di rincorsa. Fin da subito nei canapi regnò la confusione; occorsero 30 minuti e 2 mosse false prima della partenza valida che vide uscire in testa Onda, Lupa e Tartuca, mentre la favoritissima Aquila si fece sorprendere e partì ultima. All’altezza di S. Martino, la Civetta, con un volo esterno e schivando le numerose nerbate di Bastiano, prese la testa, seguita dalla Tartuca che approfittò della caduta di Onda, Leocorno e Lupa per passare in seconda posizione, mentre dalle retrovie provarono un difficile recupero Drago ed Aquila. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, il Colagè riuscì a prendere la testa al secondo passaggio nella spianata, ma al Casato strinse troppo la curva e cadde urtando nel colonnino. Stessa sorte toccò all’Aquila che interruppe così la sua rimonta. Dall’esterno arrivò il Drago che, proprio davanti al bandierino conquistò la prima posizione e sembrò involarsi verso una facile vittoria. Ma le sorprese non erano certamente finite; all’ultimo S. Martino, il colonnino fu fatale anche per Mistero che cadde (alla fine si conteranno solo 2 fantini, Treccioino e Massimino che termineranno la corsa a cavallo). Etrusco provò ad avvicinarsi, ma Vittorio proseguì la sua galoppata, regalando così il terzo successo a capitan Mario Toti, il secondo con il cavallo scosso dopo quello conquistato con Benito nel 1989, ed il primo ed unico sorriso della breve e sfortunata carriera piazzaiola di Mistero.
Davide Donnini
Foto tratta da www.ilpalio.org