STORIA DEL PALIO: 14 GENNAIO 1730

News inserita il 12-01-2022 - Palio - Rubrica Storia del Palio

In questo giorno viene solennemente annunciato il Bando di Violante di Baviera.

Il 14 gennaio è una data fondamentale per la storia di Siena e delle sue contrade: in questo giorno infatti, venne annunciata pubblicamente ed in forma solenne l’emanazione del Bando di Violante di Baviera, che ancora oggi definisce le contrade nel numero di diciassette, impedendo nuove aggregazioni tra esse e, per ciascuna, ne stabiliva l’appartenenza di vie, piazze e palazzi all’interno della città murata, nonché i confini entro i quali esse potevano questuare, batter cassa e fare feste. Una delle cause che indusse alla promulgazione del Bando, forse quella ritenuta la più importante tra gli storici, fu la “rinascita” della contrada dell’Aquila. Assente da tempo dalle feste organizzate nel Campo con le contrade, l’Aquila chiese di poter partecipare alla ricorsa del 16 agosto 1718, organizzata dall’Oca, grazie anche alla spinta data da un suo illustre protettore, il conte Giovanni Antonio Pecci, fondatore, assieme ad altri aquilini dell’Accademia dei Desiosi, che in quegli anni realizzò spettacoli teatrali in casa del Pecci, facendo così rinascere, nei vari appartenenti, lo spirito di contrada, sopito da tempo.

La richiesta di partecipazione al Palio fu però osteggiata dalle consorelle confinanti (Selva, Onda, Tartuca e Pantera) le quali, non solo ritenevano che l’Aquila, a causa della sua prolungata assenza avesse perso lo status di contrada, così come avvenuto anni prima con la Spadaforte, ma addirittura ne pretendevano la ripartizione del territorio. Queste contrade non avevano però fatto i conti con l’intraprendenza del Pecci che, di fronte a tanta ostilità, si rivolse alla Biccherna, ottenendo la possibilità di partecipazione al successivo Palio, quello del luglio 1719, che l’Aquila riuscì pure a vincere. La Biccherna non fu però in grado di dirimere la questione relativa ai confini e, in assenza di ulteriori decisioni, diversi anni dopo, fu chiamata in causa la Balia , organo composto da 20 membri competente sull’andamento amministrativo cittadino, che demandò a due deputati, Niccolò Sozzini ed Angelo Del Cotone, il compito di fare tutte le verifiche per definire la spinosa questione. Dopo oltre un anno, i deputati non avevano ancora ultimato il loro lavoro, mentre si moltiplicavano i memoriali delle varie contrade che esortavano la Balia ad intervenire, evidenziando i rischi nascenti in occasione delle varie questue, spesso e volentieri teatro di liti e risse tra i vari questuanti che, in assenza di confini ben definiti, si trovavano a percorrere le stesse strade durante il loro giro. I due deputati furono così affiancati da quattro Provveditori di Biccherna; la commissione, così allargata, procedette assai celermente cosicché, il 6 agosto 1729, venne presentata alla Balia la “descrizione dei confini per ciascuna contrada”, che attendeva solo l’approvazione da parte della Consulta Superiore per divenire legge ufficiale. Tale consulta, presieduta dal governatore cittadino, Violante di Baviera, approvò il testo, poi restituito alla Balia il 13 settembre. Per ultimare l’iter mancava solo la pubblicazione, avvenuta il 7 gennaio 1730. Il 14 gennaio, infine, il banditore Gaetano Santini annunciò solennemente e pubblicamente il bando, accompagnato da rulli di tamburi e squilli di tromba.

Davide Donnini

Foto www.ilpalo.org

 

 

 

 

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