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STORIA DEL PALIO: BIGGERINews inserita il 11-07-2023Tommaso Felloni, l’unico fantino ad aver vinto 3 carriere in un anno. Con il successo dello scorso 2 luglio, Tittia ha raggiunto a quota 10 vittorie Tommaso Felloni detto Biggeri, fantino attivo tra la fine del ‘700 ed i primi dell’ ‘800. Di Biggeri conosciamo molte cose, sia in ambito paliesco sia per ciò che riguarda la sua vita fuori dal tufo che possiamo ragionevolmente definire tormentata e non proprio fortunata. L’essere figlio di un noto cavallaio del tempo favorì il suo inserimento nel mondo del Palio che avvenne nel luglio 1783, quando Biggeri era poco più che un ragazzino. E fu subito vittoria con il giubbetto della Torre al termine di una carriera caratterizzata dalle numerose cadute. Per arrivare al secondo successo di Biggeri occorre andare al 2 luglio 1788, quando il Felloni portò la Chiocciola ad una vittoria pressoché annunciata. Nei quattro anni senza trionfi, la carriera di Biggeri non fu del tutto anonima, in quanto, più di una volta, inscenò il ruolo di “disturbatore” come, ad esempio, nel Palio di luglio del 1787 quando la sua azione, assieme all’aiuto di altri colleghi, fu determinante per far perdere l’odiato Dorino. Nella carriera del 18 agosto 1788, Biggeri, che ambiva al cappotto personale, fu invece oggetto di una serie di attenzioni particolari da parte del fantino della Tartuca Marcaccio, che proseguirono anche dopo la caduta dei due, tanto che fu necessario l’intervento della forza pubblica per dividere i contendenti, successivamente condotti a raffreddare i bollenti spiriti nelle patrie galere. Dopo la sconfitta dell’agosto 1789, Biggeri scomparve per un lungo periodo dalla Piazza, probabilmente a causa dei gravi lutti che lo colpirono (il decesso della moglie e del primogenito come conseguenza del parto), anche se non abbandonò il mestiere di fantino, visto che le cronache lo descrivono vincitore del Palio alla lunga del 26 maggio 1793 fatto correre dalla compagnia di San Bernardino al Prato nel tratto tra Palazzo Diavoli e Porta Camollia. Tornato a correre nel 1795, il Felloni lasciò subito il segno con un tris di successi consecutivi, il 17 agosto 1795 per la Torre, il 2 luglio 1796 per l’Aquila e nel successivo agosto ancora per la contrada di Salicotto ma, nel primo momento di massimo splendore della sua carriera, il destino si accanì nuovamente con lo sfortunato Biggeri che, nel 1797, perse anche la seconda moglie, evento che costrinse il fantino ad una nuova uscita dalle scene paliesche. Nel 1802 Felloni tornò ad alzare il nerbo per i colori della Tartuca, sfruttando al massimo l’aiuto che gli venne dato da Pesce e da Giannino che per tre giri annullarono la netta favorita Lupa con Grillo. Passati alcuni anni non indimenticabili, Biggeri batté nuovamente un colpo nel luglio 1808 per il Montone e questo successo fu l’antipasto per il secondo trittico di vittorie consecutive, conquistate stavolta tutte nel corso dello stesso anno, il 1809. Nello straordinario di maggio, corso in onore di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, Biggeri riportò il quarto successo personale nella Torre, a luglio vinse per il Leocorno e ad agosto tolse la cuffia alla Lupa che, con la sua vittoria del 1796 nell’Aquila, contribuì a far diventare nonna. Fu questo però l’ultimo squillo della brillante carriera di Tommaso Felloni, la cui vita si interruppe bruscamente pochi giorni prima del Palio di luglio 1810. Davide Donnini Foto www.ilpalio.org | ||
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