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MEDICINA E SALUTE: SESSO, ANCORA TANTA IGNORANZA PERVERSA

News inserita il 03-09-2020

"Le problematiche sessuali nascono già dal contesto familiare". Ne è convinto Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva 

“Ignoranza perversa sulla sessualità in tutta l’adolescenza, ma anche in età adulta“. Non usa giri di parole Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’istituto di Ortofonologia (IdO), per inquadrare la situazione italiana alla vigilia della Giornata mondiale del benessere sessuale

“Il sesso è un tabù che non viene mai affrontato, al punto che in molte scuole troviamo ragazzi e docenti concordi nell’informare sul tema, e molti genitori invece contrari. Le mamme e i papà temono spesso che l’informazione possa condurre i giovani a comportamenti a rischio - continua Castelbianco - mentre, invece, fa calare le pratiche errate, sbagliate e a rischio. Così al posto dell’informazione c’è tanto silenzio, non se ne parla, si crede che i giovani sappiano tutto. Non è assolutamente vero”. 

La problematica sessuale nasce già dal contesto familiare. “Vari studi scientifici hanno dimostrato che su 100 ragazze solo il 14-20% vengono portate dal ginecologo. Abbiamo un 80% che non ha mai incontrato uno specialista, senza affrontare questioni come l’igiene intima o le mestruazioni. Devono essere informate - puntualizza l’esperto - e se le mamme non le informano e non le portano dalla ginecologa, è chiaro che poi i genitori saranno anche contrari a che vengano informati i figli a scuola da persone competenti”. La conseguenza? “I ragazzi si informano a modo loro su internet – avvisa Castelbianco - e continuano a praticare situazioni incresciose, discutibili, ad un’età sempre più bassa. Parliamo non di adolescenza ma di scuola media”.

Sul portale Diregiovani.it, l’IdO ha attivato numerosi servizi a disposizione degli studenti: “C’è lo sportello online ‘Chiedilo agli esperti. Medici e psicologi rispondono‘, al quale abbiamo aggiunto la rubriche ‘Se so è meglio‘ - fa sapere lo psicoterapeuta - perché i ragazzi non sanno e vanno informati correttamente. Riceviamo ogni giorno dalle 5mila ai 7mila contatti, tra domande e richieste di aiuto, tanto da spingerci a creare delle Faq apposite per offrire a tutti una spiegazione. Sette mila contatti al giorno ci fanno intuire la gravità del problema - puntualizza lo specialista - non aiutarli fa stare male loro ma anche noi“. Da qui un appello ai genitori: “Chiediamo che le mamme accompagnino le figlie dal ginecologo non a 20 anni, ma a 13-14 anni, e non una sola volta. Questo 18-20% di ragazze che si fanno visitare, lo fanno spesso solo una volta e non sono seguite con continuita’”. E i papà? “I padri non sono esenti da responsabilità – sottolinea lo psicoterapeuta - in quanto si tratterebbe di questioni femminili. Facciano propria questa proposta e supportino le madri nel fissare gli appuntamenti con i ginecologi, anche se poi saranno le mamme ad accompagnare le figlie”. I ragazzi vanno dall’andrologo? “Loro vanno solo al Pronto soccorso quando hanno un incidente col motorino o con la macchina. Infatti - ammette lo psicologo - è più complicato portare i ragazzi dal medico. Insieme ai pediatri ci battiamo affinché gli adolescenti possano essere seguiti dal medico che li conosce fin da piccoli. Gli adolescenti devono andare dal pediatra e non dal medico di famiglia – conclude il direttore dell’IdO - perché il pediatra li conosce avendoli seguiti e curati. Esiste già una relazione di fiducia, partiamo da questo”.

Fonte: www.dire.it

 
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