STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 1980
News inserita il 19-08-2017
Vince a sorpresa l'Onda con Miura e Marasma.

La recente carriera dell’Assunta ha confermato tutta l’imprevedibilità della corsa del Palio, che talvolta può regalare risultati lontani da ogni previsione. La vittoria dell’Onda con Porto Alabe e Brigante non era certamente pronosticata, soprattutto in presenza di un lotto di soggetti livellato verso l’alto con la presenza di tanti bomboloni. Ma la contrada di Malborghetto non è nuova a simili exploit. Il successo di Marasma su Miura del luglio 1980 fu forse ancora più sorprendente di quello del 16 agosto scorso. Nell carriera di Provenzano di 37 anni fa, i capitani optarono per un lotto molto basso: assenti i grandi Rimini, Panezio ed Urbino, furono scelti cavalli esperi ma mai vincitori sul tufo, oltre ad un gran numero di debuttanti (ben 6). Tra di essi c’era Miura, cavallina di Remo Carli alla sua prima apparizione assoluta in Piazza che, nonostante la mediocrità generale, non riscontrava i favori degli addetti ai lavori e neppure degli ondaioli, non molto contenti al momento dell’assegnazione. Come monta, capitan Novello Inglesi puntò sul rientrante Mauro Matteucci detto Marasma. Viterbese classe 1956, Marasma fece il suo debutto nell’agosto 1976 nel Bruco su Rimini, sfiorando di un soffio la vittoria dopo essere caduto al secondo San Martino. Successivamente disputò altre 3 carriere senza brillare, l’ultima delle quali nell’agosto 1977.
Favorite dalla tratta del 29 giugno furono la Tartuca con Uana de Lechereo che venne affidata al giovane di belle speranze Legno ed il Montone con Zalia de Ozieri e Tremoto, ma non erano affatto tagliate fuori il Bruco con Volturno e Cianchino e la Selva con Speranza II e Bastiano. Le altre accoppiate furono l’Istrice con Valet e Canapino, la Lupa con Udienza e Gringo, l’Aquila con Lalage e Tavoletta, la Torre con Ariana de Santana e Spillo e la Pantera con Vittorina e Valente. Anche sul verrocchio, dopo la negativa parentesi di Carlo Palmieri, salì un esordiente, il pisano Ulrico Ricci, che per la prima prova ebbe subito l’occasione di testare sulla sua pelle il clima paliesco. Una forzatura al canape causò infatti la caduta simultanea di Liscio nell’Istrice, che si infortunò seriamente, e dello Zedde nella Pantera. I panterini inferociti scesero dal palco e provarono ad aggredire il Ricci che venne portato via dalla Piazza e fu sostituito da Wilson Pesciatini, riprendendo regolarmente il suo posto solo la mattina seguente.
La sera del 2 luglio le contrade furono chiamate in questo ordine: Lupa, Torre, Aquila, Selva, Onda, Tartuca, Istrice, Bruco, Pantera e Montone di rincorsa. Dopo una prima mossa falsa, la partenza valida vide lo scatto perentorio di Miura che guadagnò subito la testa seguita da Pantera, Selva e Montone, mentre per Lupa ed Aquila, che erano rimaste girate, il Palio terminò subito. Al secondo San Martino, Selva e Montone, che nel frattempo aveva preso la terza posizione, superarono quasi contemporaneamente l’Onda, ma l’impostazione del successivo Casato fu fatale per Bastiano che girò stretto e cadde urtando il colonnino, trascinandosi dietro anche Tremoto. Per Marasma fu allora gioco facile riprendere la testa e mantenerla fino al bandierino mentre, nelle retrovie, la veemente ma inutile rimonta della Tartuca fu fermata solo dalla presenza dei numerosi scossi.
Questo insperato successo non consentì però né a Marasma né a Miura di spiccare il volo sul Campo. La cavallina corse infatti solo le restanti due carriere del 1980 (ad agosto con Cianchino nel Bruco, venendo lasciata al canape dalla Giraffa di rincorsa, ed a settembre nell’Istrice ancora con Marasma) prima di sparire dall’orbita paliesca, mentre il Matteucci disputò il successivo Palio di agosto ancora nell’Onda sul problematico Nibbio, riuscendo nel compito di ostacolare la favorita Torre, il già citato straordinario nell’Istrice ed infine la carriera di agosto 1981 nell’Onda sull’allora debuttante Baiardo IV, concludendo la sua esperienza di fantino di Piazza così come la aveva iniziata 6 anni prima, vale a dire con una caduta.
Davide Donnini
Foto tratta da www.ilpalio.org
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