MENS SANA, ANCORA UNA FUMATA GRIGIA PER LA SALVEZZA DELLA SOCIETA'
News inserita il 04-03-2016
Slitta la costituzione del consorzio di imprenditori, si torna a parlare di sinergie sportive cittadine. Unici a mettere mano al portafogli, per ora, i tifosi

Nessuna schiarita sulla crisi biancoverde.
A quasi un mese dalle dimissioni di massa dal cda della Mens Sana Basket 1871 e
dall’effetto-domino che ha fatto uscire di scena Piero Ricci dalla
Polisportiva, non si registrano significative novità in grado di scongiurare il
peggio. Fermento c’è, e questo è un fatto positivo, idee pure, ma non si è
ancora arrivati alla conta dei soldi disponibili per ripianare i 309k più
(cifra approssimativa) 300k euro che costituiscono, salvo sorprese, il
disavanzo col quale la gestione della neonata srl cestistica si ritroverà sul
bilancio del 30 giugno. Sempre che prima non se ne decida la messa in
liquidazione, cioè se ne dichiari la fine anticipata. La partita non si gioca in campo
(purtroppo è così da alcune settimane ormai, a scapito della grande stagione
che Alessandro Ramagli e la sua squadra stanno confezionando in un campionato
che sta per vederli matematicamente salvi con diverse giornate di anticipo),
bensi su di un terreno di equilibri, evidentemente assai complicati da trovare, che ogni giorno
accelerano verso una soluzione positiva ma poi subiscono uno stop che porta a
rimandare, puntualmente, al giorno dopo. “Oggi è domani”, viene da dire al
termine di una settimana nella quale più volte si è rimandata la costituzione
(prossimo appuntamento a sabato 5 marzo) dell’atteso consorzio di imprenditori
pronti a legare brand, know-how e soprattutto budget (l’ordine, in realtà, si auspica
sia inverso) alla Mens Sana per salvarla entro giugno e metterla in sicurezza
nei mesi a venire, ma si è pure venuti a conoscenza di possibili
ricapitalizzazioni della Polisportiva (davvero la 1871 si lascerà sfuggire il
controllo del basket professionistico?) principalmente mediante operazioni di
cessione, nello specifico la vendita a imprenditori esterni (il nome di Anna Durio
è ormai un leit motiv nello sport senese quando si parla di salvataggi) dei
terreni adiacenti gli impianti a imprenditori esterni, e si è finito per
togliere un po’ di polvere dall’idea, quasi ventennale, di una sinergia fra
tutte le società di basket cittadine, strizzando l’occhio al calcio ed al
volley almeno sul piano della fruizione di certi impianti. Finché non ci saranno segnali
chiari su tutti questi fronti, l’assemblea “si vive o si muore” della
Polisportiva (ad oggi fissata l’8 marzo) potrebbe subire un ulteriore
slittamento, ma certo non potrà essere così all’infinito. Nel frattempo gli
unici ad aver messo mano al portafogli sembrano i tifosi, coinvolti e
convogliati nei (troppi?) rivoli di raccolte-fondi messe in piedi non appena
emersa la criticità della situazione: è una grande dimostrazione d’amore, ma è
bene essere chiari sul fatto che, da sola, porta ben poco lontano in un
contesto che vuol rimettere in sesto un club di natura professionistica.
Matteo Tasso foto Mens Sana Basket 1871
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