Ha fatto discutere l'utilizzo del "cigno" per lo sgancio del canape

Clima tutt’altro che primaverile per la prima di Mociano che ha inaugurato la stagione degli appuntamenti del protocollo per i cavalli da Palio. La presenza di tanti soggetti noti era il motivo di maggior interesse della serata. Non è sicuramente passata inosservata la “paliata” tra Viso d’Angelo ed Ares Elce, montati rispettivamente da Stefano Piras e da Federico Guglielmi nel quarto gruppo di lavoro ma anche il brillante spunto in partenza del veterano Tale e Quale con Federico Fabbri nel gruppo successivo e di Criptha con Elias Mannucci nel sesto, ma anche il buon galoppo di Veranu con Antonio Mula.

Tra i cavalli in cerca di riscatto dopo un lungo periodo sfortunato, lavoro importante per Arestetulesu con Enrico Bruschelli che ha ben provato anche la meno esperta Dorotea Dimmonia mentre, tra i fantini, ben in luce Salvatore Nieddu in groppa ad alcuni nuovi soggetti (Daiko e Credere) impegnati a discrete andature. Ma a tener banco, soprattutto tra i capitani presenti, è stato l’utilizzo del “cigno” per lo sgancio del canape. Nelle varie riunioni invernali con l’Amministrazione Comunale, i dirigenti contradaioli avevano espresso le loro perplessità su questo meccanismo, (usato a Mociano e Monticiano oltre che in tutti gli altri palii italiani, tranne quello senese), ritenuto controproducente in quanto cavalli e fantini una volta giunti in Piazza non ritroverebbero le stesse dinamiche di partenza provate durante tutta la stagione degli addestramenti. Ma il Comune sembra pensarla diversamente e, questo pomeriggio, a sorpresa, ha riproposto il “cigno” facendo storcere la bocca a più di un capitano. (foto di repertorio)
Davide Donnini