Note di Siena chiude il 2023 in vetta alla classifica grazie alla vittoria di Livorno, ma oltre alla squadra sta crescendo anche la società biancoverde
Le stimmate della grande squadra non si ricevono in soli tre mesi, ma è tutto meno che un sacrilegio affermare che la vittoria di mercoledì a Livorno ha certificato quanto un gruppo molto rinnovato come quello biancoverde si sia preso ben poco tempo per mettere a punto la giusta chimica e disputare una stagione, fin qui, al di sopra delle aspettative. Sta suonando buona musica la Note di Siena (con un brand del genere i giochi di parole sono all’ordine del giorno, nel tempo bisognerà però trovarne di attinenti al settore fragranze) e si gode la pausa natalizia, che poi solo natalizia non è (si torna in campo il 10 gennaio al palasport contro la Juve, Pontedera ovviamente), stringendo tra le mani il primato solitario nel girone B di serie C.
Per interpretarlo meglio, questo primo posto, serve chiarirsi le idee su dove il cammino, che ancora rimane lungo, voglia concludersi. Se si considerano gli obiettivi dichiarati e ribaditi da Mens Sana Basketball, il target è vicino perché il +6 in classifica sul quinto posto (quello da cui, guardando verso il basso, inizia la lista delle squadre costrette alla “poule” salvezza) dà una certa sicurezza, come del resto la prospettiva di affrontare tra le mura amiche d’ora in poi tutte le squadre (esclusa Sancat, con la quale c’è comunque il +20 nella differenza canestri) che si trovano nella scia di capitan Edoardo Pannini e compagni.

Qualsiasi cosa succeda nel 2024, la Mens Sana fa bene oggi a godersi il suo bel momento. Così come se lo gode Paolo Betti, coach arrivato a Siena in punta di piedi perché questo richiede la storia biancoverde, eppure molto bravo a spingere subito sui bottoni giusti per pilotare a velocità sostenute quel treno che, sono parole sue, nella vita passa solo una volta: un merito da condividere col suo staff e con i ragazzi che vanno in campo indossando la canotta bordata dai mattoni di Piazza del Campo. Ci sono quelli che, rimasti in biancoverde, hanno trasmesso ai nuovi arrivati certi valori (e certi numeri: Vittorio Tognazzi, ad esempio, solamente tre volte in stagione è rimasto al di sotto dei 15 punti realizzati ed è il terzo miglior marcatore del girone con 18.8 punti per gara, questo senza sottostimare la sostanza che Pannini, Sabia e Iozzi garantiscono, partita dopo partita) e poi ci sono giocatori che alla crescita del progetto cestistico targato Note di Siena stanno dando la spinta auspicata quando sono stati chiamati a Siena: "Giangi" Prosek, un quattro che a questi livelli fa la differenza anche nel ruolo di centro (e che in serie C è verosimilmente solo di passaggio), è l’esempio più evidente per la qualità soprattutto offensiva che produce, quanto ai suoi coinquilini Puccioni e Marrucci ne va evidenziata la rapidità con la quale hanno preso confidenza, per la prima volta nella loro carriera, con un ruolo e un minutaggio da protagonisti.
Sì, perché non bisogna mai dimenticare un aspetto di questa Mens Sana: chi come Prosek, Puccioni e Marrucci si carica sopra le spalle il peso di esserne trascinatore ha solo 23 anni, Pannini che ne porta la fascia di capitano da cinque stagioni ne ha giusto uno in più (come del resto Cucini, utilissimo agonista pescato dal d.g. Caliani a Colle in D) e, salendo (ma pure scendendo: Giorgi ne ha 21, Brambilla 20), si arriva ai 27 di Tognazzi e Sabia, con Iozzi che alla veneranda età di 29 anni si è visto appioppato da un giorno all’altro il ruolo di grande vecchio.
È figlia di una lunga storia ma è giovanissima pure la società e fa bene a ribadirlo, spesso, il presidente Francesco Frati ripetendo che il consolidamento finanziario e la strutturazione societaria vengono prima di ogni altra cosa, anche quando sul campo si sono vinte 10 partite su 13. Dallo spin off di inizio estate, Mens Sana Basketball sta viaggiando bene pure su questo terreno (l’accordo con Confapi per coinvolgere aziende del territorio e poi l’ingresso di un main sponsor legato a quello stesso territorio, con alle spalle però una realtà ben più ampia, importante e diversificata quale è il Mac Group, sono la cartina tornasole), dandosi una nuova immagine in ambiti come la comunicazione e il marketing. La fidelizzazione dei tifosi (quasi 400 abbonamenti e una media di 700 spettatori alle partite casalinghe, adesso che si è tornati a giocare al palasport) fa il resto e non è solo uno slogan, perché mai come in questa stagione l’associazione Io Tifo Mens Sana ha saputo giocare un ruolo fondamentale nel sostenere (con i fatti) le vicende del club.
Si sono insomma gettate le basi, tanto attese, per dare un senso alla passione di chi nel 2019 aveva scommesso sulla possibilità di ripartire, al buio o quasi, con sulle spalle la scimmia di due crac finanziari e davanti agli occhi un anno zero, forse due o anche tre (il Covid non ha aiutato, in questo senso) nei quali l’aver visto tanti ragazzi di Siena indossare con orgoglio e entusiasmo la canotta della Mens Sana ha restituito dignità a chi in tribuna e nel Settorino ha continuato a tifare e sostenere quei colori come se in campo l’avversario si chiamasse ancora Real Madrid e non (detto col massimo del rispetto) Atletica Castello.
Il resto della storia è tutto da scrivere ed ha poco senso immaginare, oggi, dove la Mens Sana sarà tra uno, due o cinque anni. Conta la certezza di scriverla, questa storia, e miglior regalo di Natale davvero non lo si poteva trovare, sotto l’albero.
Matteo Tasso