Quante
volte sentiamo dire: “Parla poco perché è pigro!”, “è
timido, non parla perché si vergogna!”, “vedrai che piano piano
parlerà!”. Un consiglio: "leggiamo" bene i segni che i nostri bimbi ci mandano
Premettiamo che ogni bambino ha le proprie caratteristiche e segue determinate tappe di sviluppo che non sono mai uguali a quelle degli altri bambini, ma è anche vero che dobbiamo fare attenzione ad alcuni fattori di rischio che vanno oltre la semplice timidezza o pigrizia.
Vediamo un po' più da vicino il viaggio nello sviluppo del linguaggio.
La prima forma di comunicazione del neonato è il pianto, poi abbiamo i primi vocalizzi, la lallazione, la gestualità (soprattutto l’indicazione) che accompagnerà la comparsa delle prime paroline intorno al primo anno di età.
Il primo aspetto da tenere presente è proprio l’utilizzo dei gesti con i quali il bambino, già dai 9 mesi, ci fa capire che vuole comunicare con noi e richiama la nostra attenzione su oggetti e persone.
In secondo luogo, già intorno ai 10-12 mesi, il bambino presta sempre maggiore attenzione ai messaggi verbali e inizia a comprendere semplici comandi.
A 12-15 mesi il linguaggio è composto da ancora da vocalizzazioni, lallazioni e iniziano a comparire le prime parole.
Dai 12 mesi in poi il vocabolario del bambino si amplia arrivando fino a 100 parole (a 24 mesi) e il piccolo inizia a combinare due parole che rappresentano le prime frasi (per esempio: “mamma-pappa”), spesso ancora accompagnate da un gesto indicativo o simbolico.
Intorno ai 18-24 mesi avviene una vera e propria esplosione del linguaggio, le parole prodotte aumentano velocemente e il bambino inizia a formare frasi di tre o più parole, anche se ancora imprecise a livello grammaticale.
Dai 30 mesi in poi il linguaggio del bambino si arricchisce di elementi fino ad arrivare ad assomigliare sempre di più al linguaggio dell’adulto, sia dal punto di vista di articolazione dei suoni, sia per quanto riguarda la correttezza nella formazione della frase in tutti i suoi elementi (articoli, nomi, verbi). Intorno ai 4 anni il linguaggio del bambino è molto simile a quello dell’adulto, fatta eccezione per alcuni suoni più complessi che devono comunque essere presenti prima dell’ingresso alla scuola elementare.
Quindi, quali sono i campanelli di allarme ai quali i genitori devono prestare attenzione?
•Scarso interesse al messaggio verbale e mancata comprensione di semplici comandi;
• Ridotta gestualità (intorno ai 9-12 mesi il bambino non indica e non riesce a farsi capire nemmeno con i gesti);
•a 24 mesi produzione verbale ridotta a meno di 10 parole;
•a 30 mesi produzione inferiore a 50 parole e mancata combinazione di due o più parole per formare frasi;
•dopo i 3 anni e mezzo produzione linguistica scarsamente comprensibile per lo scambio di lettere (t-c, d-g, l-g ecc..), semplificazione di suoni (“copa” invece di “scopa”, “teno” invece di “treno” ecc…), omissione di parti di parole (“etta” invece di “forchetta”, “ane” invece di “pane”); (più precisamente un bambino di questa età dovrebbe saper pronunciare tutti i suoni consonantici, facendo eccezione per i suoni “r”, “z”, “gl” e “sc” che potrebbero tardare a comparire);
•un altro aspetto non meno importante, da tenere sotto controllo, è la bocca del vostro bambino: se ha eccessiva salivazione, respira a bocca aperta, tiene la lingua tra i denti, se russa durante la notte, questi segnali potrebbero essere sintomo di patologie dell’apparato respiratorio (quali tonsille e adenoidi ingrossate) che nella maggior parte dei casi compromettono lo sviluppo linguistico del bambino e portano alla modifica delle strutture orali (palato ogivale, errata posizione della lingua e dei denti, deglutizioni deviate);
•altro elemento è la presenza di vizi orali, che dovrebbero essere sempre eliminati come ad esempio ciucciarsi il dito, ciucciare ciocche di capelli, giochi e oggetti vari, mangiarsi le unghie. Anche l’utilizzo del ciuccio e del biberon non dovrebbe protrarsi troppo a lungo, questo sempre per evitare lo sviluppo di deglutizioni deviate e problemi a livello orale.
Tenendo presente come avviene lo sviluppo del linguaggio e quali sono i campanelli di allarme a cui prestare attenzione, vorrei ribadire che non è mai troppo presto per rivolgersi ad un Logopedista, che in caso di necessità potrà intervenire in modo precoce per aiutare il vostro bambino nello sviluppo delle competenze linguistiche e per prevenire eventuali problematiche future.
Dott.ssa Logopedista Giulia Cornacchia
Mob. 338/9320373
Riceve a: Piancastagnaio(SI); Centro Studi Specialistici, P.zza Don Minzoni 8, Montepulciano(SI)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/giuliacornacchia.logopedista/?ref=aymt