A breve l’annuncio del nuovo coach, in arrivo da Castelfiorentino. Il club si stacca dalla Polisportiva e va alla ricerca di basi finanziarie solide
Dopo quattro anni trascorsi sotto l’ala della Polisportiva, il basket biancoverde torna a muovere i primi passi con le proprie gambe. Lo spin off societario è cosa fatta da martedì 30 maggio, col parere favorevole dell’assemblea dei soci della cosiddetta casa-madre che di fatto rende autonomo già da questi primi giorni di giugno il progetto di ripartenza cestistica messo in piedi nell’estate del 2019 e ancorato alla Basketball Academy, ragione sociale che almeno per ciò che concerne la prima squadra (e, a tendere, la srl destinata a nascere per gestirla) dovrebbe essere abbandonata a favore di una nuova denominazione. L’ennesima dopo Mens Sana Basket (fino al crac del 2014), Mens Sana Basket 1871 (fino al secondo crac, quello del 2019) e, appunto, Mens Sana Basketball Academy: discorso, questo, che ai tifosi, ancora tanti (lo si è visto durante la scorsa stagione nonostante l’uscita di scena al primo turno dei playoff di serie C Gold, una categoria lontana anni luce dai trascorsi del club e della piazza), interessa comunque relativamente, per loro la squadra del cuore rimane sempre e solo Mens Sana.
Interessa invece, e molto, capire cosa succederà in viale Sclavo nei prossimi mesi.

Tornando a vicende societarie, il club dovrà darsi un assetto nuovo (Riccardo Caliani rimarrà d.g., dovranno poi andare al loro posto le tessere di un mosaico che prevede la nomina di un presidente e di almeno tre amministratori, con forse anche una piccola quota di rappresentanza per i tifosi biancoverdi), ma oltre alla forma è alla sostanza che tutto l’ambiente guarda con attesa. Per difendere la serie C Gold, campionato nel quale sono previste almeno 10 (dieci) retrocessioni, o, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, per provare a salire in serie B è sotto gli occhi di tutti come non siano sufficienti i miracoli sul parquet e le grandi dimostrazioni d’amore da parte di chi tifa in tribuna: la Mens Sana del futuro deve avere basi finanziarie solide e per più anni, ciò che fino a questo momento continua a non profilarsi all’orizzonte del caro, ma anche sempre più vecchio, palasport.
Matteo Tasso
foto tratta da abccastelfiorentino.it