Da biblioteca a stat-up house, la nuova vita della casa di Chiesino a Poggibonsi
La Casa di Chiesino ha attraversato la storia di Poggibonsi, da stazione di Posta granducale fino a diventare la casa dell'innovazione, nuove tecnologie e incubatore d'impresa, un destino scritto nel dna. Già come antica stazione di posta era un luogo d'incontro di persone e merci, idee e pensieri, quando poi nel dopoguerra la biblioteca comunale fu trasferita in questa casa ormai inglobata dalla Poggibonsi contemporanea, quasi sovrastata dalla città in espansione, divenne il centro della cultura e del sapere della cittadina.
Per anni è stata luogo di studio e di conoscenza, lettori e studenti si trovavano qua alla ricerca di un posto silenzioso per allenare la mente e elaborare nuove idee, molte generazioni hanno passato tra quelle mura pomeriggi a immaginare il futuro. Poi un giorno, la biblioteca è stata trasferita in spazi più ampi e consoni, così la vecchia casa di Chiesino è rimasta abbandonata nell'incertezza del futuro, quale destinazione e quali progetti riservava il futuro?
Il dna di questo luogo era ben definito e il futuro ha messo casa qui, dove da alcuni mesi si è insediata, la start up house di Poggibonsi, nata insieme alla “cugina” colligiana al CREA, Centro di ricerca tecnologia e ambiente, come effetto di un bando europeo che punta a favorire la creazione di luoghi di aggregazione e crescita, un incubatore, di piccole imprese innovative, guidate da giovani professionisti e tecnici.
Al momento uno studio associato ha preso in affitto alcuni spazi, ma restano ancora altri spazi a disposizione per le giovani aziende.
Pur vivendo un periodo di crisi economica ormai duratura, dal quale ancora non si vede una vera e propria via d'uscita, è positivo sapere che vengano messi in atto processi innovativi allo scopo di rilanciare l'economia, sostenendo le giovani imprese, che hanno maggiori difficoltà ad affermarsi sul mercato. Quindi è necessario che queste iniziative siano debitamente pubblicizzate e portate a conoscenza, per evitare un inutile spreco di risorse, dovute allo scarso utilizzo delle strutture presenti.
Filippo Landi