Gli schermidori Alice Volpi e Matteo Betti, freschi vincitori della medaglia d'argento ai recenti Giochi di Parigi, sono stati accolti nel cuore della città
Siena saluta i suoi campioni dello sport nella splendida cornice del Santa Maria della Scala. Gli schermidori Alice Volpi e Matteo Betti, freschi vincitori della medaglia d'argento ai recenti giochi olimpici e paralimpici di Parigi, sono stati accolti nel cuore della città per raccontare le loro esperienze nella "Ville lumiere" e ripercorrere le varie tappe che hanno colorato le loro splendide carriere. Alla presenza del sindaco Nicoletta Fabio e dell'assessore allo sport Lorenzo Lorè, dei rappresentanti delle società CUS Siena e Mens Sana e di moltissimi amici e curiosi accorsi per omaggiare i due atleti, è Alice Volpi a prendere per prima la parola: "Ho iniziato a praticare scherma grazie a mio babbo, sognando il giorno in cui sarei riuscita a partecipare alle Olimpiadi. Vincere una medaglia in una competizione così importante è un'emozione unica ed inimitabile". La sua innocente timidezza, velata dietro un grande sorriso, è riuscita a combatterla proprio grazie allo sport: "La scherma ha letteralmente cambiato la mia vita, aiutandomi a lavorare su me stessa. Sono sempre stata timida ma in pedana sono cresciuta tantissimo". Ed è cresciuto sulle pedane della nobile disciplina anche il "collega" Matteo Betti, che il fioretto lo ha scelto grazie alla televisione: "Dopo la ginnastica di riabilitazione scelsi la scherma come sport da praticare. Ero molto piccolo e il solo fatto di essere un ammiratore di D'Artagnan ha influito molto su questa scelta". Non poteva mancare il chiaro riferimento ai recenti giochi olimpici francesci, i quinti in carriera per Matteo, in cui ha finalmente chiuso i conti con il passato: "Desideravo questa medaglia da dodici anni, da quel bronzo nella spada ai giochi di Londra. Il fioretto è la mia specialità, sentivo davvero la necessità di vincere una medaglia in questa discpilina e ce l'ho fatta". Sui monitor della sala Italo Calvino scorrono le immagini delle loro imprese, i saluti di familiari e amici intimi accolti da un fragoroso applauso da parte di tutti i presenti. La domanda finale, rivolta ad entrambi gli sportivi, riguarda la città di Siena: "Siena è bellissima e conosciuta in tutto il mondo. Specialmente noi toscani veniamo subito riconosciuti e avvicinati per la famosa battuta sulla Coca Cola" - dice Alice, mossa anche da una piccola nostalgia - "Vivo a Frascati ma appena posso colgo sempre l'occasione per tornare qua e rilassarmi nei luoghi che amo di più al mondo". E' invece il Palio il protagonista dell'aneddoto di Matteo: "Durante i giorni di Palio in cui non potevo essere in città i compagni di nazionale mi vedevano letteralmente agitato, quasi spiritato. Hanno capito i motivi una volta ospitati a Siena, sono rimasti colpiti e affascinati dal nostro mondo". Le foto di rito con la medaglia vinta a Parigi e la consegna di una pergamena commemorativa sono state precedute dall'intervento del primo cittadino senese Nicoletta Fabio, definitasi orgogliosa di essere rappresentata da due vincenti come Alice e Matteo: "Adoro lo sport da sempre, quando ero bambina ho sognato anche io di raggiungere le vette che voi siete stati capaci di scalare. Siete in nostro orgoglio e quello di un'intera città". Il sindaco conclude il suo discorso rivolgendo il suo personale consiglio ai giovani atleti di CUS e Mens Sana, presenti in sala: "Ricordate sempre che nella vita si può sempre riuscire laddove il desiderio è forte, continuate ad inseguire i vostri sogni senza mai mollare alle prime difficoltà". Consiglio che Alice Volpi e Matteo Betti hanno sicuramente seguito nei loro anni da piccoli spadaccini, dalle prime vittorie nei campionati provinciali fino alla divisa della nazionale e ai successi ottenuti in tutto il mondo. Perché lo sport è benessere, è passione ed è, semplicemente, vita.
Marco Del Grande