Un esempio di virtù e forza, il coraggio di contrapporsi alle convenzioni sociali.
Si incontrano davvero molte donne senesi nella storia, ciascuna di loro ha dato qualcosa di diverso alla città e alla formazione del dna della senese di oggi, una di queste è sicuramente Laudomia Forteguerri, la poetessa senese del 1500.
Laudomia Forteguerri era una aristocratica appartenente ad una famiglia illustre, fu celebre per la sua bellezza, descritta dai contemporanei come straordinaria.
Era una donna molto colta e partecipava attivamente alle vicende politiche della sua città; durante l'assedio di Cosimo I de' Medici, che nel 1555 sancì la fine dell'indipendenza senese, organizzò un gruppo di donne che parteciparono ai lavori di fortificazione e difesa della città.
Uno dei motivi per il quale questa donna viene ricordata ancora oggi a distanza di molti secoli sono i sonetti petrarcheschi d'amore che lei scrisse a Margherita d’Austria; praticamente si può dire che questo sia stato il primo esempio di poesia "lesbica" nella lirica italiana.
Nonostante la Forteguerri fosse sposata e madre, come le convenzioni sociali imponevano allora alle donne della sua classe, la sua passione per Margherita d'Austria costituì una delle relazioni omosessuali più note del Rinascimento italiano. Su di essa Konrad Eisenbichler ha scritto:
"Tutto ciò che ci è rimasto a testimoniare in prima persona questa storia d'amore sono cinque sonetti della Forteguerri pubblicati nelle diverse collezioni di rime curate da Lodovico Domenichi (1546, 1549 e 1559), Antonio Bulifon (1695), e Luisa Bergalli (1726). Le altre rime della Forteguerri, oppure le assidue lettere che le due donne si sarebbero scambiate, non sono state ancora rinvenute. Sebbene siano veramente pochi, questi cinque sonetti sono però di grande valore perché ci permettono di notare, quasi di sfuggita, la possibilità di un amore tra donne in pieno Cinquecento".
Pochi anni dopo Agnolo Firenzuola (1493-1545), nel Dialogo della bellezza delle donne, parlando della concezione dell'amore fra persone dello stesso sesso esaltata da Aristofane nel "Simposio" di Platone, citava Laudomia Forteguerri e Margherita d'Austria come bell'esempio di questo amore "platonico":
"Quelle ch'erano femine o discendono da quelle che erano femine in ogni parte, amano la bellezza l'una dell'altra, chi puramente e santamente, come la elegante Laudomia Forteguerra, la illustrissima Margherita d'Austria"
Laudomia Forteguerri sicuramente aveva dato un impulso molto forte nel ‘500, aveva avuto il coraggio di rompere le convenzioni sociali, di mettersi in risalto per un amore che anche oggi, in molti casi, subisce delle fortissime restrizioni. Questa meravigliosa poetessa forse, in qualche modo, ha trasmesso il coraggio di dire e fare cose non da tutti condivisibili, ha gridato in rima il suo amore non convenzionale, ha alzato la testa di fronte al pregiudizio.
Chiara Lenzini