DA POGGIBONSI A SANTIAGO DIARIO DI UN CAMMINO (5)

News inserita il 04-04-2018 - Ok Siena

Da Puente la Reina a Estella, tappa sinuosa in un paesaggio collinare che assomiglia molto alle regioni interne italiane, a contatto con la natura e in un'atmosfera sempre più rilassata, che stimola la socialità

Puente la Reina città simbolo del Cammino, città strada o città Cammino, forse in questo caso città ponte, nata intorno al ponte medievale tappa obbligata, innesto del cammino aragonese, crocevia di cammini, insediamento medioevale, il suo ponte irto a schiena d'asino, ottima difesa contro piene e assalti, ne è il simbolo. Nato nel Medioevo per volere della regina di Navarra allo scopo di facilitare il passaggio dei pellegrini,il ponte ancora oggi affascina per l'imponenza e la regalità. La cittadina piacevolmente raccolta e ben conservata, mantiene il suo fascino medioevale, famosa per il citato ponte e per essere l'innesto del cammino aragonese è la porta della Navarra pedemontana. Passati i Pirenei il paesaggio cambia, le colline di addolciscono, i boschi lasciano spazio ai campi coltivati, vigneti e uliveti, il percorso diventa meno impegnativo, più morbido e sinuoso, i villaggi lasciano spazio alle cittadine e anche i sentimenti del viandante cambiano: dopo aver affrontato i Pirenei e superato Pamplona, lentamente si sviluppa una coscienza del viandante: essere consapevoli di cosa si sta facendo, come e soprattutto perché.
Arrivare a Estella è semplice, il percorso è un saliscendi continuo tra colline e vallate strette, costellate di vestigia medioevali ma d'origine romana.
La rampa iniziale per raggiungere Manerù spezza il fiato, partire subito con una bella salita è proprio quello che ci vuole per una buona sveglia. Ciraqui col suo centro storico arroccato a mo' di guscio intorno alla rocca, Lorca e Villatuerta si attraversano agevolmente, e l'arrivo a Estella lungo il fiume Ega, è rilassante.
Estella, nome evocativo, ricorda la parola stella, in spagnolo estrella, situata sul Cammino delle stelle, soprannominata la bella per la ricchezza e la vitalità cittadina nel medioevo, ricca di storia, architettura romanica e tradizioni, chiamata la Toledo del nord per la bellezza dei suoi palazzi, ricca di pane e di vino, di carne e di pesce e di tutte le felicità così scriveva un viandante del XI secolo. Resta affascinante anche per i viandanti 2.0 quelli che prima di arrivare controllano Wikipedia, la guida Michelin, la guida del Cammino che vi racconterà di Sancho re di Navarra l'ha fondata, su un insediamento Romano, ha il suo ponte a schiena d'asino, il suo legame inscindibile col Cammino.
Ostello ritrovo di pellegrini, viandanti, e viaggiatori: ci sono quasi tutti, altra cena, stavolta ci concediamo il lusso del ristorante in centro. Chiacchiere e vino, ottima compagnia,. Cena spensierata e caciarona, all'italiana insomma. Quasi quanto una cena di contrada...

Filippo Landi

 

 

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