DA POGGIBONSI A SANTIAGO DIARIO DI UN CAMMINO (4)

News inserita il 03-04-2018 - Ok Siena

Da Pamplona a Puente la Reina, è la tappa dell'Alto del Perdon: si salutano i Pirenei per inoltrarsi nella Navarra pedemontana

Lasciare Pamplona vuol dire salutare i Pirenei, l'Alto del Perdon strappo duro e impegnativo sia nella salita, ma soprattutto nella scoscesa e sassosa discesa, dopo il Perdon i Pirenei scompaiono dalla vista, ormai alle spalle, mentre di fronte a noi le colline della Navarra si aprono a ventaglio come per accoglierci, offrendo uno scenario nuovo ma altrettanto ricco di suggestione.
L'Alto del Perdon è uno spartiacque, oltreché fisico anche spirituale, un luogo mitico per il viandante contemporaneo, il monumento al pellegrino con la sua carovana metallica, di pellegrini di tutte le epoche è diventato un luogo simbolo, un'icona del Cammino 2.0. Dove il Cammino delle stelle incontra quello del vento, affascinante immaginare il connubio tra i due camini, ma la poesia è limitata al luogo simbolico, perché il luogo fisico è inserito in un enorme complesso per la produzione di pale eoliche, ricorda un paesaggio fantascientifico dei romanzi di Asimov. Il fascino del Cammino è anche questa sua capacità di rinnovarsi rimanendo fedele alla sua tradizione millenaria.
Scendiamo a Puente la Reina, lasciamoci alle spalle le smanie di selfie al monumento e la fila fatta per poterlo fotografare interamente sgombro da persone e andiamo all'ostello.
Gli ostelli sono dei piccoli villaggi di viandanti e camminatori, piccoli microcosmi che ogni giorno si creano e si disfanno, formano legami e amicizie che possono durare una sera o arrivare fino a Santiago e continuare negli anni a venire. Ogni ostello di ogni città o paese poste sul Cammino ha in comune con gli altri lo spirito di condivisione: la camerata, dormire, russare, i bagni, le docce, ogni spazio è condiviso, ma la più grande condivisione è il pasto. Cenare in compagnia improvvisando una cena con quello che si ha o comprando qualcosa al supermercato facendo una colletta, l'importante è stare insieme condividere l'esperienza del camminare, conoscersi e avere il piacere di rivedersi alla prossima tappa. nascono così le compagnie, che si ritrovano a fine tappa e che ci accompagnano sul Cammino e poi dopo con le rimpatriate in giro per l'Italia. Italiani e spagnoli sono quelli che sono più propensi a fare bisboccia, molto spesso sono loro che mettono su dal nulla una cena coinvolgendo altre persone. La credenziale il passaporto del pellegrino, permette di accedere a tutti gli ostelli in particolar modo a quelli parrocchiali e municipali, creati esclusivamente per pellegrini. Il servizio offerto varia a seconda dell'ostello, qualche volta abbiamo la fortuna di trovare un ostello moderno e funzionante con camere moderne, non troppo affollate, con i servizi compresi nel prezzo, lavaggio, asciugatura capi di vestiario, colazione e magari se la fortuna è tanta...anche piscina. Altre volte le stanze sono piccole, le brande scomode, alte, le scale sono ripide, l'accoglienza un po' fredda e magari la colazione ve la danno delle macchinette obsolete, che vi manderanno subito su di giri. Certo spesso bisogna affidarsi alla sorte per trovare dei coinquilini notturni silenziosi, il russare sistematico è molto e dico molto fastidioso, ma fa tutto parte del gioco. Potevo scegliere di andare a Formentera, ma sarebbe troppo facile.

Filippo Landi

 

 

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