Da Roncisvalle a Pamplona sulla carta è tutta discesa, ma i Pirenei sono montagne ostiche e le difficoltà non mancano. Le fatiche sono ripagate con l'arrivo a Pamplona: la città dei tori e di Hemingway
La sveglia ci accoglie impreparati, frastornati e rintontiti. Attraversiamo il cortile, superiamo la chiesa, il famoso cartello stradale dei 790 chilometri a Santiago, una foto con la luce dell'alba e di nuovo nel bosco. Pirenei boscosi, scoscesi, aspri, brevi salite ripide e brusche discese, valli e piccoli villaggi stretti attorno alla chiesa fortezza, tipico edificio della zona, chiesa ma allo stesso tempo fortezza con mura difensive, edificio religioso e militare, fede e armi erano una cosa sola nel medioevo in queste terre di confine soggette alle incursioni arabe. Boschi e saliscendi, terreno pietroso, sentieri sconnessi fatti di rocce e pietrame non rendono agevole il cammino, il terreno sconnesso è insidioso scivoloso e instabile.
Zubiri e il suo ponte della rabbia, ci accolgono all'improvviso uscendo dal bosco, il ponte non fa arrabbiare nessuno e nessuno è arrabbiato con noi, prende il nome da una credenza popolare riguardante la cura della rabbia idrofoba. Vige l'usanza dei viandanti di fare il bagno nel fiume, prepariamo il costume da bagno, un tuffo nel fiume rigenera corpo e spirito.
Pamplona distesa nel fondo valle ai piedi delle montagne, è la prima grande città del Cammino, qua i viandanti 2.0 trovano la contemporaneità che l'attraversamento dei Pirenei aveva attutito, dopo tanto silenzio e tranquillità questa normalità rumorosa e frettolosa, quasi lascia spaesati. Pamplona nell'immaginario collettivo ricorda i tori, l'encierro di San Firmino ed Hemingway. Purtroppo la Pamplona di Hemingway non c'è più da decenni, ma la passione per i tori e San Firmino, quella è la linfa vitale che pulsa nelle strade e nelle piazze ancora oggi.
Arrivare in città è semplice, il percorso è prevalentemente in discesa, prima di Trindad de Arre si può prendere la via del fiume, una comoda pista ciclabile che allunga un po' il percorso originale ma è più rilassante.
L'ostello municipale è un convento completamente ristrutturato, con le volte affrescate e le camerate poste all'interno della chiesa sconsacrata, bellissima. Dormire sotto le volte affrescate di una chiesa del XIII secolo è un'esperienza unica.
Pamplona merita una sosta, la vita notturna con i bar di pinxos, le tapas del nord della Spagna, rende la città molto viva e accattivante, decine di locali, moltissimi stili dal fusion, alla nouvelle cousine, al bar rustico tradizionale, ognuno offre i pinxos alla sua maniera. Concedersi una serata nella movida è il premio per le fatiche di questi primi giorni, viandanti si, ma con un certo stile..
Filippo Landi