Da Saint Jean a Roncisvalle, scavalcare i Pirenei è la prova d'iniziazione da superare il primo giorno: salite impegnative e discese altrettanto insidiose, in un'atmosfera surreale fatta di nebbia, nuvole e parecchia fatica
Ancora è buio quando ce ne andiamo da Saint Jean Pied de Port accompagnati dai lampioni che illuminano i primi passi dei viandanti, mi piace questo termine perché antico e neutro, non presuppone obbligatoriamente un pellegrinaggio e nemmeno una gita turistica, bensì semplicemente una persona in cammino, qualunque esso sia. Detto questo, torniamo a camminare sotto la luce dei lampioni che sembrano incoraggiarci, le frecce dorate inserite nel selciato ci strizzano l'occhio, una ola immaginaria per dirci, Buen Camino! Usciti dal paese al bivio il cartello rosso brunito ci indica rifugio Orisson, la via alta, o via napoleonica, quella è la via, l'altra la quella di fondovalle non ci interessa, siamo per la tradizione non per le cose aggiustate. Partiamo soli, con i nostri pensieri e i nostri timori, qualcuno per strada incontreremo sicuramente.
Pirenei belli, temuti e analizzati metro per metro, con i moderni siti web, il percorso è scannerizzato nei minimi dettagli con le mappe satellitari, ogni passo studiato, schedato, registrato, km 2 salita morbida, km 3 salita dura, km 4 salita molto impegnativa. Ogni viandante 2.0 conosce il tracciato a menadito, ma solo quando ce lo troviamo davanti si presenta veramente, la Fatica con la effe maiuscola dà la sveglia a tutti.
Orisson, rifugio, momento di sosta rigeneratrice, un caffè, un panino, della frutta, due chiacchiere col vicino seduto al tavolo, qua si allacciano i primi rapporti, i primi legami tra viandanti, da dove vieni, come ti chiami, dove arriverai? Tante domande, curiosità, condividere emozioni con degli sconosciuti, che hanno molto in comune con noi in quel momento.
Salita, salita, salita, il crinale si avvicina, la freccia Roncisvalle, ci porta nel sentiero sui pascoli, poi nel bosco fitto, la croce che segna il valico e poi finalmente la discesa che si fa molto ripida avvicinandosi alla meta accompagnati dall'intermittente suono dei messaggi delle compagnie telefoniche che ci avvisano di essere in Spagna, anzi no in Francia, no in Spagna, no in Francia... Un concerto di squilli, suonerie, canzoni, plim plom...siamo ormai tutt'uno con internet e legati alla comunicazione ad ogni costo, siamo iperconnessi, sempre sul pezzo, sulla news, sulla moda, sull'ultima hit musicale. Iniziamo a preferire il silenzio alla tecnologia e siamo solo al primo giorno..
Filippo Landi