COLDIRETTI SIENA A PARMA PER DIFENDERE LA SALUTE DI TUTTI

News inserita il 19-03-2025 - Attualità Siena

Ventimila agricoltori arrivati da tutta Italia

Parma, ventimila agricoltori Coldiretti in corteo per la sicurezza alimentare

Ventimila agricoltori della Coldiretti, provenienti da tutta Italia, si sono riuniti oggi a Parma per una manifestazione a difesa della sicurezza alimentare e della salute dei cittadini. Il corteo pacifico, guidato dal presidente nazionale Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, è partito dal Parco 1° Maggio per raggiungere la sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). L’ente, con sede nella città emiliana, è incaricato di valutare l’immissione sul mercato di nuovi alimenti, alcuni dei quali considerati una potenziale minaccia per le eccellenze della Dieta Mediterranea, simbolo della Food Valley italiana.

Tra i partecipanti anche una folta delegazione di imprenditori agricoli di Coldiretti Siena, circa 300 persone, guidate dal presidente provinciale Luigi Sardone e dal direttore Simone Solfanelli.

Dalla piazza di Parma si è levata una richiesta chiara: un’Europa più forte, equa e coraggiosa, capace di garantire il reddito degli agricoltori e la tutela della salute pubblica. “L’Europa è la nostra casa, un valore irrinunciabile, ma dobbiamo lavorare per renderla migliore, più equa e più generosa”, si legge nel materiale diffuso durante la manifestazione.

Coldiretti chiede risorse adeguate per il settore agricolo, da destinare esclusivamente ai veri agricoltori che assicurano la sovranità alimentare del Continente. Secondo l’organizzazione, investire in agricoltura rappresenta una strategia di sicurezza per l’Unione europea. Tra le priorità indicate, la riduzione della burocrazia e la semplificazione delle normative, a partire dalla revisione degli eco-schemi considerati eccessivamente onerosi.

Uno dei temi centrali della manifestazione è stato il diritto alla trasparenza sull’origine degli alimenti. Coldiretti ha ribadito la necessità di introdurre l’obbligo di indicare il paese di origine in etichetta per tutti i cibi commercializzati in Europa, superando la norma dell’“ultima trasformazione sostanziale” del codice doganale. Un esempio emblematico è il concentrato di pomodoro cinese, che con l’aggiunta di acqua può essere venduto come passata “Made in Italy”.

A supporto di questa battaglia, durante l’evento è stata avviata una raccolta firme con l’obiettivo di raggiungere un milione di adesioni per garantire ai cittadini maggiore chiarezza sui prodotti che finiscono sulle loro tavole.

Coldiretti ha inoltre sottolineato l’urgenza di una maggiore reciprocità negli accordi internazionali: i prodotti alimentari extra-Ue devono rispettare gli stessi standard di sicurezza, tutela ambientale e diritti dei lavoratori richiesti ai produttori europei. In questo contesto, si chiede un rafforzamento dei controlli alle frontiere per contrastare le importazioni sleali, che spesso eludono le normative comunitarie.

L’associazione agricola ha anche posto l’accento sulla necessità di regolamentare i cibi ultra-processati e quelli di laboratorio, trattandoli alla stregua dei farmaci a causa dei potenziali rischi per la salute. Allo stesso tempo, Coldiretti ha ribadito la propria opposizione a etichette allarmistiche o tassazioni sul vino, considerato parte integrante della Dieta Mediterranea e simbolo del bere responsabile.

 

 

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