BLOCK NOTES: BANCA MPS E FONDAZIONE, UN PROFUMO DI NOVITÀ

News inserita il 31-07-2015 - Attualità Siena - Rubrica Block Notes

I nuovi dirigenti devono aiutare Siena a riproporsi con forza sulla scena nazionale e internazionale.

Aria nuova in Fondazione e Banca Monte Paschi? Presto per dirlo, ma  le scope nuove che prendono il posto di Granata e Profumo avranno, se non altro, gli stimoli giusti per ben operare...speriamo...rilanciando la presenza della Fondazione sul territorio di competenza in base alle precise prescrizioni statutarie e per fare "Banca", con determinazione e idee chiare, pilotando una macchina complessa, ma patrimonialmente riequilibrata, nel mare magnum delle istituzioni bancarie italiane.

Profumo lascia, per buttarsi anima e corpo nel mondo dell'imprenditoria privata.

La Fondazione lo ringrazia per il suo operato, mentre fra la gente, quella comune che segue spesso l'onda, gli addetti ai lavori, le organizzazioni sindacali e gazzettieri, si contano sulle dita di una mano coloro che ne rimpiangono la dipartita.

Non so se Profumo potesse fare di più e di meglio. Forse sì, ma sarebbe da sciocchi non valutare lo stato di "sfascio" nel quale cominciò ad operare.

Alla sua entrata in scena la Banca lamentava perdite creditizie per quasi 5 miliardi di euro e dietro l'angolo lo aspettava la mannaia che Alexandra e Santorini – le azzardate operazioni su derivati inventate da Mussari e Vigni -  avrebbero fatto cadere, da li a poco sulla testa della più antica Banca del mondo.

Per contenere i costi si è ridimensionata drasticamente la forza lavoro e si è operato tagliando le entrate dei dipendenti, accantonando tutto quanto non fosse attinente al fare banca.

La crisi strutturale del mondo bancario, il peso delle sofferenze e le esigenze della BCE hanno fatto il resto. Per anni la Banca ha continuato a perdere, nonostante il ricorso a pesanti e pressanti aumenti di capitale.

Progetti industriali venivano delineati e subito dopo accantonati, perdendo fra la forza lavoro, vecchia e nuova,quella montepaschinità, quel senso di appartenenza dei lavoratori alla loro Banca, che aveva costituito il valore aggiunto del Monte dei Paschi fino alla tragedia dell'acquisto di Antonveneta.

Poteva fare di più, Profumo? Forse sì...soprattutto avrebbe dovuto fare squadra valorizzando le esperienze e le professionalità interne, senza cercare sempre e comunque, con il lanternino, novello Diogene, gli uomini, chissà se giusti, al di fuori del Monte.

E soprattutto avrebbero dovuto fare di più le Istituzioni Senesi e le forze politiche, PD in testa, che hanno consegnato le chiavi della Banca a Viola e Profumo senza mettere bocca...pari pari a quanto fatto con Mussari, Vigni e Mancini che si sono inventati la spaventosa operazione Antonveneta.

Arriva il cinquantunenne Massimo Tononi, attualmente Presidente di Borsa Italiana e di altre cose e nel passato, assistente di Romano Prodi all'IRI e sottosegretario in un Governo Prodi al ministero dell'economia guidato da Padoa Schioppa.

Viene descritto come dirigente di altissimo valore, di provata competenza e capacità. In Banca troverà lo scafato Viola, da anni al Monte, e insieme avranno l'onore e l'onere di portare il terzo gruppo bancario Italiano a navigare con una certa tranquillità nel mondo della finanza e della banca.

Sia che il Monte ce la faccia a remare da solo – cosa di cui dubitiamo fortemente, attese le pressioni di Banca Italia e BCE - , sia che si debba trovare un partner per consolidare una posizione, apparentemente di ritrovato equilibrio economico finanziario. Dio non voglia che sia stato chiamato qui per vendere il marchio e per smantellare la Direzione Generale. Sarebbe, davvero, la fine di tutto...e non solo del Monte. Lo capite questo, si o no?

In Fondazione l'esito del concorso per titoli, lanciato da Clarich e soci, premia Davide Usai, un quarantunenne di consolidata professionalità che ha già maturato significative esperienze in Italia e nel mondo. Già Direttore di Unicef Italia, attualmente nel board di Postel e di altre società nazionali ed internazionali.

Mi piace che il Direttore Generale sia un giovane professionista e soprattutto mi auguro che Clarich e i suoi Consiglieri gli offrano, insieme alla necessaria fiducia, anche unanime appoggio per dare le gambe a idee ed elaborazioni, in primis in ambito culturale, che aiutino questa nostra benedetta Siena a riproporsi con forza sulla scena delle città d'arte in competizioni fra loro, non solo per bellezza, ma anche per la propria intrinseca capacità progettuale.

Roberto Morrocchi

 

 

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