STORIA DEL PALIO: GLI STRAORDINARI DI SETTEMBRE TRA '600 ED '800

Inserita il 28-09-2016 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Le cronache di carriere non ordinarie settembrine nei secoli passati.


Settembre è divenuto il mese di Palii straordinari solo attorno alla metà del XX secolo. Tra il ‘600 e l’800 troviamo infatti solo 3 carriere straordinarie settembrine, non considerando nel conteggio i Palii rinviati per lutto e recuperati a settembre, essendo tali carriere considerate ordinarie.

Il 9 settembre 1685 fu disputato uno straordinario per celebrare il secondo anniversario della liberazione di Vienna dall’assedio turco. La notizia ebbe grande risalto pure a Siena, dove viveva una nutrita comunità di studenti tedeschi, tra i quali i principi del Liechtenstein, che si fecero promotori della richiesta per lo straordinario. Di quel Palio abbiamo ben poche notizie: sappiamo solo che fu corso da 14 contrade ed uscì vittoriosa la Selvacon il mitico Pavolo Roncucci detto Pavolino, vincitore di ben 22 Palii su 23 disputati.

Nel 1862, il 28 settembre, fu corso lo straordinario in onore del X congresso della scienza, e degli scienziati giunti per l’occasione a Siena. Dalle cronache emerge come la carriera fu assai combattuta: partirono prime l’Onda e la Lupa ma Pilesse, fantino di Vallerozzi, nel tentativo di nerbare l’avversario cadde malamente e fu travolto dalle altre contrade, restando esanime a terra. L’Oca con Mascherino e l’Istrice con Spagnolettoprovarono in ogni modo a superare l’Onda, sfruttando anche il disturbo dello scosso dell’Aquila che, una volta disarcionato il fantino, proseguì in senso opposto e fu schivato miracolosamente dall’accoppiata di via Duprè. Ma tutti i loro sforzi furono vani e Bachicche poté alzare per la terza volta il nerbo, compiendo così il proprio cappotto personale, avendo infatti vinto anche la carriera del 15 agosto nella Giraffa.

Nel 1896 infine, fu indetto lo straordinario (il quarto Palio dell’annata) per l’inaugurazione del monumento a Garibaldi alla Lizza. La scelta della data della carriera provocò dure polemiche in città: il Comune aveva scelto il 20 settembre, nell’anniversario della breccia di Porta Pia, la Società delle Feste, con l’appoggio dei clericali, dei seggi delle contrade e presentando un documento con oltre 1500 firme di cittadini, pretese ed ottenne la disputa del Palio il giorno 22. Alla fine però la carriera si disputò il 23 a causa del maltempo, e fu deciso di correre all’insolito orario delle 13 per consentire ai forestieri di poter usufruire dello stesso biglietto del treno andata – ritorno.

Data la mossa, scattò in testa il Leocorno con il debuttantePopo, mentre Fiammifero nella Chiocciola, che montava un cavallo del celebre scultore Tito Sarrocchi, cadde al canape nel tentativo di anticipare la partenza, ostacolando la corsa della favorita Lupa che a causa di quell’inconveniente si vide pregiudicate le possibilità di vittoria. A S. Martino passò in testa l’Istricee vi rimase fino al bandierino finale, incalzato dalla sola Tartuca. Per Celso Cianchi detto Montieri fu il primo ed unico successo della carriera, mentre per il cavallo Febo quella fu la seconda di quattro vittorie consecutive, compreso il cappotto dell’anno successivo per la Giraffa, che incoronarono il sauro re dei barberi di fine XIX secolo. Infine una curiosità: in quella carriera furono disputate solo 5 prove, ma stavolta non per colpa della pioggia; la seconda prova infatti fu annullata in quanto la mattina del 20 settembre da Piazza del Campo (che allora si chiamava Piazza Vittorio Emanuele), partì il corteo che si doveva recare alla Lizza per l’inaugurazione del monumento dedicato all’Eroe dei due mondi, realizzato da Raffaello Romanelli.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

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