Il taglio degli alberi nella piazza della stazione ha catalizzato tensioni e attriti tra i sostenitori e i detrattori delle grandi piante, creando una netta spaccatura all'interno della cittadinanza.
La telenovela dei cedri di piazza Mazzini a Poggibonsi è iniziata più di un anno fa quando fu presentato il progetto di completa riqualificazione della piazza della stazione, che prevedeva l'abbattimento degli storici cedri piantati nei primi anno cinquanta quando la piazza venne ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nella piazza appena ricostruita vennero piantate della piante di cedro come simbolo di rinascita dell'intera cittadina valdelsana, adesso dopo quasi settanta anni gli alberi sono stati abbattuti per lasciare spazio alla nuova piazza.
L'imponenza e la simbologia che essi rappresentavano per una parte della popolazione ha una valenza storica e sociale, per questo motivo è stato creato un comitato a tutela di queste piante che si è battuto invano per salvarle al loro destino.
La raccolta di firme, il mancato ascolto da parte dell'amministrazione e la necessità di garantire una maggiore sicurezza alla piazza, hanno messo in luce una spaccatura tra pro e contro, tra difensori degli alberi e fautori del nuovo. L'attrito e la contesa si sono manifestati in primo luogo sui social dove centinaia di post hanno riempito le pagine per molti giorni, scaldando sempre di più gli animi.
L'abbattimento era previsto per la fine dell'inverno, ma è stata rimandata perché erano presenti i nidi degli uccelli, quindi i lavori sono proseguiti con gli alberi ancori in piedi.
Questa settimana quasi di nascosto, sono avvenuti gli inevitabili abbattimenti, durante la settimana ferragostana facendo infuriare i molti detrattori degli abbattimenti che hanno visto in questa mossa un atteggiamento sleale dell'amministrazione che è persa fare le cose di nascosto.
Questo crescendo di tensioni si sono manifestate ieri quando i primi cedri sono stati abbattuti, un nutrito gruppo di persone ha presenziato al taglio e alcuni presi dall'emozione e dalla tensione hanno urlato agli operai di essere degli assassini, mentre altri più sensibili hanno pianto.
Nonostante ciò gli abbattimenti si sono conclusi stamani, lasciando un nuovo scorcio della città che non avevamo mai visto. Adesso i lavori riprenderanno, ma le polemiche nonostante gli alberi siano ormai a terra sono più forti che mai, lasciando una divisione netta che forse sarà risanata solo al termine dei lavori, anche se sicuramente in molti rimpiangeranno ancora per molti anni quei grandi cedri, ricordo di anni e momenti che il tempo ha deciso di lasciarsi alle spalle.
Filippo Landi