A MURLO SI PARLA DI SCAVI ARCHEOLOGICI
News inserita il 24-05-2016
Ingrid Edlund-Berry e
Jean Macintosh Turfa sono tornate a Murlo lo scorso fine settimana, nell’ambito
del festival Bluetrusco, per ricordare quell’avventura iniziata cinquanta anni
fa, alla ricerca del “tesoro etrusco” di Poggio Civitate. Svedese la prima (ma
ormai trapiantata negli Usa), americana di Philadephia la seconda, sono le due
archeologhe ancora in grado di testimoniare l’emozione del ritrovamento del
famoso “cappellone” e delle altre straordinarie scoperte, ora conservate
nell’antico palazzo vescovile, al castello di Murlo.
Il loro è stato il
racconto straordinario di amicizie, personaggi dell’epoca, a partire dalla
mitica cuoca Armida. Di fronte, una platea di murlesi: qualche operaio che ha
lavorato con loro agli scavi, amicizie che si sono sviluppate nel tempo. Perché
Ingrid è tornata ogni anno, in un luogo che ha segnato per sempre la sua
personalità, mentre per Jean è stato come tornare “da aliena”, in un luogo che,
dopo diversi lustri è totalmente cambiato. Nella Murlo degli anni Sessanta le
archeologhe potevano tenere i pantaloni solo agli scavi, perché era giusto
rispettare l’abitudine locale che voleva le donne solo con la gonna. E andare
al circolo o al bar da sole era sconsigliato: potevano farlo solo se
accompagnate dal sindaco o dal responsabile degli scavi. Un’altra epoca, fatta
di strade polverose, acqua presa alla fonte, piccole auto, scarsa disponibilità
economica ma di tanto affetto e di sensibilità umana. Sono nate delle amicizie,
che hanno superato una vita. Al punto che delle archeologhe affermate
continuano a pensare e a salutare con affetto i loro amici di Murlo, magari
andando a rendere loro omaggio al cimitero.
Inutile sottolineare che
la domenica pomeriggio, trascorsa con il sindaco Fabiola Parenti e il direttore
scientifico del festival Giuseppe Maria Della Fina, insieme a tanti murlesi, è
stata intrisa di ricordi, con qualche vena di romanticismo, se non di
commozione. Si è trattato di un omaggio dovuto a due esponenti di quegli
studiosi che, con le loro ricerche, hanno consentito di restituire un grande
valore a Murlo, con risvolti economici e sulla vita sociale non indifferenti. Ingrid
Edlund-Berry è professoressa emerita alla University of
Texas at Austin. Ha preso parte agli scavi di Poggio Civitate dal 1967 al
1971. Ha pubblicato la sua tesi sugli acroteri, statue sedute come quella di
Murlo,e ha scritto numerosi articoli sui ritrovamenti di Poggio Civitate. A
Murlo è tornata spesso, per organizzare mostre e ritrovare vecchi amici, a
partire da quelli che, insieme a lei, parteciparono agli scavi. Jean
MacIntosh Turfa, ricercatrice associata al museo universitario della University
of Pennsylvania, ha scavato a Poggio Civitate nel 1970, e ha scritto
diversi articoli sui ritrovamenti. Bluetrusco, è l’unico festival
dedicato agli Etruschi, giunto alla seconda edizione. Torna a partire dal 15
luglio, dopo l’anteprima di questi giorni.
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