“E’ stato bello, grazie a tutti!”
Questo il saluto stringato ma sincero che campeggia sulla copertina del numero di giugno di Mesesport (corredato da una immagine scattata sul calar della sera), che annuncia il ‘fine corsa’ della rivista più longeva del territorio.
Una sorpresa forse inaspettata per gli affezionati lettori dell’unica testata di approfondimento sportivo in edicola sin dal gennaio 1983, una notizia che stava però nella realtà delle cose. Perchè se oltre 35 anni vi sembrano pochi…Per questo Mesesport non voleva che fosse il tempo a dire quando terminare questa unica e straordinaria esperienza vissuta da 363 collaboratori (tutti citati), decidendo, magari con un groppo in gola, che fosse questo il momento migliore per uscirne con dignità.
Mesesport, che è stato fedele testimone della più bella storia sportiva vissuta dalla nostra città in oltre un secolo di vita (il primo decennio degli anni Duemila), lascia un quadro d’insieme decisamente migliore di quello che aveva trovato nel 1983 e le due recenti promozioni dell’Emma Villas e della Virtus, lo confermano.
In questo numero, oltre ai… ricordi e ai rimpianti, trova spazio anche una approfondita analisi della stagione di Robur e Mens Sana, già alle soglie della nuova stagione con rinnovate e giustificate ambizioni, come del resto le due neo promosse. Spazio anche alle discipline di cui Siena vanta una consolidata tradizione come scherma, atletica leggera e pattinaggio, oltre all’attività della Polisportiva e dell’Uisp. Una citazione infine per le rubriche che hanno fatto di Mesesport un’occasione di attenzione e riflessione in più.