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L'ARCI DI SIENA A CECINA PER IL MEETING ANTIRAZZISTA

News inserita il 09-07-2010

L’Arci provinciale di Siena rinnova la sua presenza, come ogni anno, al Meeting internazionale antirazzista, in programma a Cecina Mare da domani, sabato 10 a sabato 17 luglio sotto il coordinamento dell’Arci regionale toscano. L’edizione 2010 della manifestazione si intitola "ìmpari, non uguale, inferiore" e proporrà un ricco programma di incontri, dibattiti, conferenze e workshop per riflettere e far riflettere sul "coraggio" di vivere da stranieri in Italia, spesso considerati come cittadini svantaggiati e privati dei diritti fondamentali. La manifestazione sarà animata, fra gli altri, da ospiti quali lo scrittore inglese Jonathan Coe e la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, oltre a Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Dario Vergassola; Giobbe Covatta e Ascanio Celestini.

A Cecina, l’Arci provinciale di Siena sarà protagonista, fin dai primi giorni, con l’esperienza della web radio di recente costituzione. Radio Labo, infatti, parteciperà insieme ad altre emittenti radiofoniche legate all’Arci, quali Novaradio, Città Futura, Radio Cage, Punto Radio Cascina e Contatto Radio, all’incontro "La radio racconta l'antirazzismo", in programma domenica 11 luglio alle ore 17. L’Arci senese, poi, porterà il suo contributo al meeting attraverso l’intervento della presidente Serenella Pallecchi a due dibattiti su temi quali il rapporto fra la scuola italiana e le famiglie straniere e i percorsi di integrazione attivati in Toscana contro l’infiltrazione mafiosa e il problema della tratta.

Il Meeting Internazionale Antirazzista è nato nel 1995 per costruire legami tra soggetti che operano in ambiti diversi e con ruoli e responsabilità differenti, ricercando soluzioni concrete e alleanze tra i diversi attori che animano la società per sconfiggere il fantasma del razzismo che si aggira per l’Europa, invadendo la comunicazione quotidiana con campagne di criminalizzazione della povertà e dei poveri, migranti e minoranze, alimentando atteggiamenti di xenofobia con messaggi sulla pericolosità di alcune categorie di persone, sulla loro irrimediabile tendenza a commettere reati.

 

 

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