Gian Ruggero Manzoni (artista, poeta e scrittore romagnolo, più volte presente alla Biennale di Venezia) sfruttando una neofigurazione che va dall’Espressionismo tedesco, alla Transavanguardia, al Graffito e al fumetto, si è ispirato a questo baluardo verso della Repubblica di Siena, nonché dominio temporaneo del “brigante-gentiluomo” Ghino di Tacco, per realizzare opere che saranno in mostra fino a domenica 4 settembre. I quadri realizzati da Manzoni, della famiglia del celebre Alessandro e dell’artista di fama mondiale Piero Manzoni, oltre a essere un omaggio a Radicofani e Siena, si rifanno a scene in cui una certa semplicità formale, tipica della pittura dell’artista (compagno di studi, al Dams di Bologna, di Andrea Pazienza). I contenuti di ordine simbolico consentono di indagare, spiritualmente, la figura del guerriero non tanto quale uomo di sangue e spada, ma quanto, in accezione più vasta, individuo che, raggiunta una sua armonia interiore, si pone, con coraggio, come un antico cavaliere, a disposizione della giustizia, dei più deboli e degli oppressi.
Ad accompagnare Manzoni in questa esposizione è Cecilia Rigacci, artista senese, che espone Il “Pendolo di Foucault”. Si tratta di una scultura-installazione ispirata al celebre manufatto, che verrà collocata in cima alla torre di Radicofani, a stretto contatto con il cielo. L’opera nasce da una collaborazione con Sergio Valentini, docente di matematica e fisica al liceo scientifico Galileo Galilei di Siena. Quest’ultimo, con il suo laborioso team composto da Raffaele Miatto e Tommaso Addabbo, si è fatto promotore di iniziative volte allo scopo di diffondere la conoscenza scientifica, come già avvenuto all’intenro del liceo, come la monumentale ricostruzione del pendolo di Foucault (metri 19 metri) in funzione dal 2010.